Milan, la lezione dell’Olimpico e il coraggio di scegliere

Quella di ventiquattro ore fa contro la Lazio non è stata una partita che ha soddisfatto l’ambiente Milan. Quantomeno non del tutto. Se c’è una cosa che il Diavolo deve portarsi dietro dal 2-2 contro la compagine di Gennaro Gattuso è certamente la reazione del secondo tempo, perché è proprio dalla ripresa dell’Olimpico che possono arrivare indicazioni importanti per Ruben Amorim. Anzi, forse questa partita ha fatto qualcosa di ancora più utile: ha segnato il momento delle scelte.

Dopo quattro settimane e altrettante partite caratterizzate da esperimenti, prove tattiche e valutazioni, il nuovo allenatore rossonero deve iniziare a separare ciò che serve da ciò che non serve. Non ci sono più soltanto giocatori da osservare: alla vigilia dell’inizio dell’Europa League, ci sono gerarchie da costruire e decisioni da prendere. E alcune indicazioni sono state piuttosto chiare.

Milan, Musah è diventato imprescindibile e Moreira si prende la fascia

Partiamo da una sorpresa. Yunus Musah, oggi, sembra imprescindibile per questo Milan. Chi vi scrive non avrebbe mai pensato, ad inizio stagione, di dire una cosa del genere, ma il calcio cambia velocemente e il sistema di Amorim sembra esaltare alcune caratteristiche dello statunitense. Corsa, intensità, capacità di coprire campo e duttilità sono qualità che, in questo momento, servono come il pane alla squadra rossonera.

Luka Modric, invece, va gestito in maniera diversa. E non c’è nulla di scandaloso nell’ammettere che così faccia fatica. Il croato ha 40 anni e non può essere utilizzato come se ne avesse la metà. Lo ha spiegato bene lo stesso Amorim nel post partita: Modric va sfruttato per quello che può ancora dare, mettendolo nelle condizioni di incidere con la sua qualità senza chiedergli ciò che fisicamente non può più garantire per novanta minuti.

E poi c’è Moreira. La sensazione è che si sia preso la fascia sinistra. Non soltanto per quanto mostrato individualmente, ma perché sembra aver trovato una naturalezza nell’interpretazione del ruolo che può diventare preziosa per il nuovo Milan. Dall’altra parte c’è Samuel Chukwueze, uno dei giocatori più in palla di questo periodo. Il nigeriano ha ancora bisogno di tempo per assimilare completamente ciò che Amorim gli chiede, ma le qualità ci sono e finalmente sembra esserci anche un contesto tattico nel quale poterle esprimere.

Estupiñán e Loftus-Cheek, perché insistere? Ramos ha bisogno di aiuto

E ora le dolenti note, perchè, se alcune risposte sono arrivate, altre domande sono diventate ancora più urgenti. Innanzitutto, Pervis Estupiñán: il terzino ecuadoriano, del quale Amorim ha bloccato in estate la cessione all’Aston Villa, porta con sé troppi rischi. La sua interpretazione del ruolo non dà le garanzie necessarie e, soprattutto, il Milan non può permettersi di regalare situazioni che aumentino continuamente il livello di difficoltà della partita.

Lo stesso discorso, per motivi diversi, riguarda Ruben Loftus-Cheek. Dopo il solito buon precampionato, appena sono iniziate le partite ufficiali è totalmente cambiato il rendimento dell’ex Chelsea. E, senza fingere di esserne sorpresi, totalmente in negativo. Nonostante i suoi 191 centimetri, è difficile accorgersi della sua presenza in campo: è praticamente un fantasma. E allora la domanda viene naturale: perché continuare a insistere su di lui?

Amorim ha dimostrato di non avere paura di cambiare, ma adesso deve fare un passo ulteriore: deve avere il coraggio di scegliere. Anche Gonçalo Ramos ha bisogno di una riflessione: il portoghese non può essere lasciato solo davanti. In questo momento gira troppo a vuoto, riceve poco e rischia di diventare un corpo estraneo alla manovra. Un centravanti vive anche del lavoro che gli viene costruito attorno. Se il Milan vuole davvero scoprire se Ramos può essere il suo numero 9, deve prima metterlo nelle condizioni di esserlo.

Dopo quasi 400 minuti ufficiali giocati, Amorim ha ormai abbastanza materiale per capire quali siano le priorità. Alcuni giocatori stanno guadagnando spazio, altri lo stanno perdendo. Alcuni ruoli necessitano di interventi sul mercato, altri sembrano aver trovato una soluzione interna. La reazione è stata positiva. La prestazione, invece, ha lasciato più di un dubbio. Ma forse è proprio questo il momento che serviva. Ora Amorim non deve avere paura di fare l’Amorim. Deve scegliere secondo le proprie idee, anche quando le sue decisioni saranno impopolari. Perché il nuovo Milan nascerà soprattutto da questo: dal coraggio di decidere chi deve esserci e chi no.

Milan: Ruben Loftus-Cheek (Photo Credit: Valeria Lippera per MilanPress.it)
Milan: Ruben Loftus-Cheek (Photo Credit: Valeria Lippera per MilanPress.it)
Giovanni D'Avino
Giovanni D'Avino
Giornalista pubblicista dal 2016, sono praticamente nato con la passione per il giornalismo ed il calcio, soprattutto quello a tinte rossonere. Mi occupo di Milan dal 2012, attualmente sono Coordinatore di redazione di MilanPress.it e collaboro anche con il sito SportCampania.it.

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