Milan, bisogna dirsi la verità: oggi Musah-Jashari è la coppia migliore. E Modric…

Bisogna dirsi la verità prima che sia troppo tardi, anche quando è scomoda. Anche quando è difficile da accettare e rischia di mettere in discussione alcune convinzioni. Luka Modric resta un campione assoluto, ma il Milan di Ruben Amorim non può permettersi di ignorare ciò che si è visto a Roma. La rimonta contro la Lazio ha confermato una sensazione già emersa nelle prime uscite: questa squadra, per funzionare, ha bisogno di un centrocampo capace di aggredire e sostenere il gioco per novanta minuti.

Modric è ancora Modric, ma il Milan chiede un’altra cosa

Il punto non è discutere il talento o la carriera del croato. Modric può ancora illuminare una partita con una giocata, una verticalizzazione o una gestione del pallone che pochi altri possiedono. Il problema è capire quanto possa essere centrale in un sistema come quello di Amorim, costruito su pressione, riaggressione, intensità e continui movimenti senza palla. Lo stesso allenatore ha riconosciuto che Luka non può pressare per tutta la partita: una frase onesta, ma anche un’indicazione tattica difficile da ignorare.

Per questo il suo impiego dal primo minuto rischia di diventare un compromesso. Non soltanto per il rendimento individuale, ma per l’equilibrio dell’intero centrocampo. Se uno dei due interni non riesce a partecipare sempre alle fasi di pressione, gli altri sono costretti a coprire più campo e il Milan perde compattezza. A Roma, soprattutto nel primo tempo, questa difficoltà è sembrata evidente. Non è una bocciatura di Modric, bensì la presa d’atto che il calcio di Amorim potrebbe richiedere scelte diverse.

Musah-Jashari, la coppia che oggi convince di più

La soluzione più naturale, per quanto possa sembrare sorprendente, porta a Yunus Musah e Ardon Jashari. Il primo ha giocato pochissimo durante il prestito all’Atalanta, il secondo ha trovato poco spazio nel Milan della scorsa stagione. Eppure proprio loro sembrano oggi i centrocampisti più adatti a sostenere l’identità richiesta dal nuovo allenatore. Musah garantisce corsa, strappi, recuperi e copertura; Jashari aggiunge ordine, personalità, qualità nella prima costruzione e nei cambi di gioco.

Non significa che Modric debba sparire dalle rotazioni, né che la coppia Musah-Jashari sia priva di difetti. Significa, più semplicemente, che il Milan deve scegliere il proprio equilibrio prima dei nomi. A Roma è arrivata una conferma: per giocare il calcio di Amorim, oggi, questa sembra la soluzione migliore. E continuare a ignorarlo soltanto per il peso del curriculum sarebbe un errore.

Luka Modric - (Photo Credit: Marco Iacobucci / IPA Sport / IPA via IPA Agency)
Luka Modric – (Photo Credit: Marco Iacobucci / IPA Sport / IPA via IPA Agency)
Daniele Minini
Daniele Minini
Giornalista pubblicista, appassionato di sport. 25 anni. Ho studiato lingue, sono laureato in Scienze della Comunicazione e frequento un Master in Giornalismo. Multitasking e sempre pronto a imparare.

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