In questi primi due mesi abbondanti di Amorim al Milan abbiamo cercato di interiorizzare l’idea di un nuovo corso, di nuove idee, di una nuova mentalità. L’ambiente non è mai pronto a grandi rivoluzioni, men che meno quando si arriva da anni complessi.
La pressione si sente, nonostante risultati discreti, non essendo costanti e di livello le prestazioni ed essendo soprattutto il Milan, con tutto il peso del club, le critiche arrivano da tutte le parti dal punto di vista mediatico, sia insider rossoneri che esterni.
Capisaldi cercasi
Questa condizione impone a maggior ragione la ricerca di certezze innanzitutto tattiche. Un modo credibile di stare in campo è il primo vero step per un gruppo squadra nuovo. Tuttavia le prime uscite hanno invece richiesto qualche esperimento.
Per la verità nemmeno troppi, perché le scelte son sempre ricadute più o meno sugli stessi, così come le sostituzioni, son state tutte piuttosto chiamate all’interno della gara. Abbiamo spesso visto un undici sballato e cambi che hanno aggiustato.
Ora però vanno trovati capi saldi. La fluidità tattica può esser un valore, ma i cardini vanno individuati. La sensazione, anche la speranza se vogliamo, per quel che abbiamo intuito, è che i due sotto punta siano molto importanti.
Cisse e Pulisic?
Possiamo dire che forse il mix giusto da cui partire oggi sia una coppia vista pochissimo ma che ha fatto scattare qualcosa, tecnicamente ed emotivamente, e dunque vorremmo prestissimo osservare 90 minuti di Cisse e Pulisic dietro a Ramos.
Abbiamo bisogno degli spunti, dell’imprevedibilità e sfrontatezza che questi due possono dare. È una strana coppia, ma che potrebbe far svoltare anche se hanno lavorato poco assieme. Le prossime gare ci diranno se è solo una sensazione o realtà.

