Prima punta o regista offensivo? Ibra, serve trovare un equilibrio

L’edizione odierna di Tuttosport ha analizzato i due modi di agire di Zlatan Ibrahimovic, tipici dei suoi ultimi anni di carriera e di questa avventura in rossonero. Il campione svedese si dedica sempre al classico lavoro di prima punta, dunque tenere palla in attacco e far salire la squadra, ma spesso arretra per venirsi a prendere il pallone, servendo poi negli spazi i due esterni che si accentrano.

Questo modo di giocare, scrive il quotidiano, permette sì a Pioli di trovare maggiori soluzioni e di ottenere una manovra più imprevedibile, ma d’altra parte allontana Zlatan dal suo vero obiettivo, il gol. Infatti, essendo lontano dalla porta, il numero 11 rossonero non riesce ad incidere allo stesso modo ed è un po’ quel che è accaduto nel derby fino agli ultimi minuti di gioco.

Dopo gli ingressi di Saelemaekers e Rebic, invece, Ibra si è dedicato esclusivamente a riempire l’area di rigore ed è lì che ha avuto le sue occasioni per colpire o creare situazioni da rete per i compagni. Dunque, sempre stando al quotidiano, ora l’obiettivo dell’allenatore e del giocatore dev’essere trovare un equilibrio tra i due modi di giocare. Ibra può sì arretrare per servire i compagni, ma non deve trascurare ciò che lo ha tanto contraddistinto nei suoi anni: la ricerca del gol.

Milan-Verona: Zlatan Ibrahimovic, Nicolò Casale e Adrian Tameze (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)
Milan-Verona: Zlatan Ibrahimovic, Nicolò Casale e Adrian Tameze (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)
Alberto Carraro
Alberto Carraro
Sono Alberto e ho 25 anni. Amante del calcio da sempre, nel 2019 ho iniziato a coltivare la mia passione per il giornalismo, tramutata poi in scrittura di articoli ma anche realizzazione di grafiche per Milanpress.it. Sono inoltre un appassionato di statistiche, cerco sempre di unire il mondo dei dati a ciò che vediamo sul campo e a provare a trarne delle analisi interessanti.

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