Torino-Milan, si riparte: due nuovi allenatori, un’unica voglia di tornare a sognare

Finalmente si ricomincia. Il campionato di Serie A è pronto a riaprire i battenti e la prima giornata mette subito di fronte due squadre che hanno cambiato guida tecnica e che, per motivi diversi, hanno bisogno di ritrovare entusiasmo. TorinoMilan non sarà soltanto una partita di esordio: sarà il primo vero esame per due progetti nuovi, due allenatori con idee precise e due tifoserie che aspettano risposte.

Da una parte il Milan di Ruben Amorim, dall’altra il Torino di Ignazio Abate. Due tecnici che conoscono bene il peso delle aspettative, ma che arrivano a questa sfida con obiettivi differenti. Entrambi, però, sembrano avere una certezza: il 3-4-2-1.

Amorim, il primo vero esame del nuovo Milan

Per il Milan sarà soprattutto l’occasione di capire quanto del lavoro fatto durante la preparazione possa già essere trasferito in campo. Amorim ha avuto settimane per conoscere i suoi giocatori e provare a imprimere i primi concetti del suo calcio, ma la squadra è ancora un cantiere.

Il mercato non è ancora terminato e la rosa presenta ancora diverse situazioni da risolvere. Ci sono giocatori in uscita, reparti che potrebbero essere completati e soprattutto una difesa che, almeno sulla carta, sembra essere quella che avrebbe maggiormente bisogno di qualche intervento.

A centrocampo, invece, la situazione appare diversa. Con le uscite giuste potrebbe essere sufficiente un innesto mirato, scelto per caratteristiche e funzionalità al sistema di Amorim. Ma tutto questo, almeno per una sera, dovrà rimanere fuori dal campo.

Perché Torino-Milan sarà soprattutto una partita di calcio.

Abate e il nuovo Toro: cambiare senza stravolgere

Dall’altra parte ci sarà un Torino che riparte da Ignazio Abate. L’ex rossonero ha raccolto una squadra che, almeno nelle prime indicazioni, sembra mantenere alcuni tratti del Toro che abbiamo imparato a conoscere, ma con una ventata di idee nuove.

Torino: Ignazio Abate - MilanPress, robe dell'altro diavolo
Torino: Ignazio Abate – MilanPress, robe dell’altro diavolo

La scelta del 3-4-2-1 potrebbe portare a una partita particolarmente interessante dal punto di vista tattico. Due squadre a specchio, due allenatori che cercheranno di occupare gli stessi spazi e che dovranno trovare il modo di creare superiorità proprio lì dove l’avversario proverà a fare altrettanto.

Per Abate, poi, ci sarà una curiosità particolare. La tifoseria granata si aspetta soprattutto un calcio piacevole, una squadra riconoscibile e la possibilità di tornare a guardare avanti con un minimo di ambizione. Non necessariamente per puntare subito ai vertici, ma per provare a costruire qualcosa che possa portare, magari, anche a una qualificazione in Conference League.

Due piazze diverse, la stessa voglia di sognare

Ed è forse questo il filo conduttore di Torino-Milan. Gli obiettivi sono diversi, le dimensioni dei club sono diverse e anche le pressioni saranno differenti. Ma entrambe le tifoserie hanno bisogno di tornare a sognare.

Il Milan deve dimenticare una stagione deludente e provare a ricostruire una squadra capace di tornare protagonista. Il Torino vuole invece capire se il cambio in panchina possa rappresentare l’inizio di qualcosa di nuovo.

Il bello della prima giornata è proprio questo: per una sera, tutto è ancora possibile. Non ci sono classifiche da guardare, rimpianti da contare o obiettivi già falliti. C’è soltanto il campo.

E Torino-Milan arriva proprio nel momento giusto. Amorim e Abate avranno subito la possibilità di mostrare una prima fotografia delle loro squadre. Sarà soltanto l’inizio, certo. Ma dopo un’estate di attesa, di mercato e di cambiamenti, è finalmente arrivato il momento più importante: tornare a giocare.

E tornare, finalmente, a sognare.

Milan: Rafael Leao, Luka Modric, Ardon Jashari (Photo Credit: John Carusi / ZUMA Press Wire via IPA Agency)
Milan: Rafael Leao, Luka Modric, Ardon Jashari (Photo Credit: John Carusi / ZUMA Press Wire via IPA Agency)

 

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