Stiamo attraversando un’estate di cambiamenti e questo era facilmente pronosticabile, se non auspicabile, addirittura prima della fine della scorsa stagione. Una profonda discontinuità, la più incisiva e netta di tutta la gestione RedBird, che pure ha spesso mescolato le carte di anno in anno.
Si è partiti appunto azzerando praticamente tutte le figure cardine. Deposti amministratore delegato, direttore tecnico, direttore sportivo e allenatore. Tutti assieme e tutti a poche ore da Milan-Cagliari. Poi si è aperta una fase inedita di riflessione, lunga settimane, nelle quali Cardinale è sceso in campo in prima persona, mettendo assieme un’organigramma dirigenziale inedito come struttura per il calcio italiano.
Calvelli scelto come AD, figura che ha acquisito pian piano sempre più potere a partire da inizio 2026. Poi come sappiamo non son stati ingaggiati dirigenti sportivi ma figure che hanno confidenza con le analytics. Di fatto è stato dato sin da subito ad Amorim il ruolo di manager, in stile britannico.
Al fine di supportare coi fatti questa scelta, sono arrivati presto due colpi economicamente, tatticamente e mediaticamente importanti, ovvero Gonçalo Ramos e Mario Gila. 100 milioni mal contati investiti quasi senza batter ciglio.
Ma non è solo il mercato a dire che il proprietario del club vuole esser vicino all’allenatore. Cardinale è stato più volte a Milanello tra luglio e agosto che in tutti gli altri anni della sua gestione. Riteniamo che nulla sia stato fatto a caso, comprese le discese in elicottero in quel di Carnago.
Anche oggi ci sono stati colloqui diretti coi giocatori da parte del patron rossonero. Sia coi big che faranno parte di questo gruppo, sia coi pezzi grossi che invece si suppone lasceranno il Milan nei prossimi giorni.
Il coinvolgimento così diretto di base è qualcosa di positivo per l’ambiente, così come lo sono gli oltre 150 milioni di euro investiti senza curarsi per ora di vendere per rientrare dalla spesa. Il vero limite è che al momento ci sono almeno 4-5 elementi pseudo epurati e ancora almeno un paio di colpi in entrata da dover concludere.
L’assunzione di responsabilità e la presenza son sicuramente fattori che rappresentano una miglioria rispetto a tutte le stagioni RedBird precedenti. Permane purtroppo ancora scetticismo su tempistiche e modalità. Spesa da grande esposizione mediatica, ma rosa chiaramente incompleta per tre competizioni. Bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto?
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