Mollo? Ma che Mollo! Una delle tante frasi nel mondo del calcio diventate popolari in questi anni. Il Milan visto al De Kuip di Rotterdam sembrava un grandissimo vorrei ma non posso (voglio). Conceicao che all’89° resta seduto a fissare il vuoto è l’immagine di una partita senza acuti con tanto amaro in bocca.
Milan, cambia tutto e niente
Allenatore cambiato, giocatori nuovi e modulo differente: l’unica certezza resta il Milan come squadra senza un’identità ben precisa. Si vive di fiammate per tutti i 90 minuti, per il resto i rossoneri galleggiano sulla linea della normalità. Il problema riguarda gli avversari, che quando capiscono questo limite provano a sfruttarlo nel migliore dei modi.
Partita fotocopia di Zagabria, quella che si doveva vincere per evitare i play off di Champions. Martedì prossimo l’atmosfera estasiante dovrà essere creata dai tifosi rossoneri, sempre presenti nonostante una stagione sulle montagne russe. Se da un lato vi è la certezza del tifo di San Siro, dall’altro ci si attende dagli uomini di Conceicao uno spirito simile al primo tempo giocato nel derby.
La qualità dei giocatori non è solo tecnica
Probabilmente è sbagliato dare la colpa ai singoli, come Maignan che sbaglia in occasione del gol di Paixao e il non tiro di Leao a tu per tu con Wellenreuther. Non si è intravisto un 11 compatto e pronto a dare battaglia, proprio quello richiesto dall’allenatore portoghese per evitare epiloghi negativi. L’attacco – sulla carta – era da 10, ma la realtà è stata ben altra.
“I giocatori devono vedere e capire in cosa migliorare perché il tempo è poco. Io a livello emotivo sono sempre molto motivato, la qualità dei giocatori non è solo tecnica, servono anche altre caratteristiche. Servono costanza, continuità, voglia, atteggiamento e aggressività offensiva”, le parole di Conceicao nel post-gara di ieri fanno pensare. I piedi buoni vanno accompagnati dalla testa, in quel caso le opzioni per provare a vincere aumenteranno.


