Alzi la mano chi si sarebbe aspettato di vedere il Milan, con tanto di nuovi e preziosi innesti, uscire sconfitto dal campo del Feyenoord, a testa bassa e consapevole di non aver giocato una partita all’altezza. Quasi nessuno, probabilmente, anche in virtù di un mercato che appunto ha portato – o almeno sembrava – forze fresche e nuovo entusiasmo in casa rossonera.
Tutto da rifare, o meglio, tutto da fare. La sconfitta per 1-0 contro il Feyenoord impone ai ragazzi di Sergio Conceiçao di ribaltare il risultato per strappare la qualificazione agli ottavi di finale della nuova Champions. Un compito arduo, che in casa Milan non succede addirittura dal 2007, stagione che poi portò alla vittoria dell’ultima Coppa dalle grandi orecchie.
Parliamo del doppio scontro con il Manchester United in semifinale. L’andata finì 3-2 per i Red Devils (ricordate la straordinaria doppietta di Kakà?). Al ritorno, la partita perfetta: 3-0 firmato Seedorf, Kakà e Gilardino. Il Milan martedì a San Siro è chiamato ad un’impresa, che da queste parti non si vede da diciotto anni.

