E’ vero che da qualche anno a questa parte noi tifosi del Milan siamo ormai abituati a vederne di tutti i colori, ma ciò a cui abbiamo assistito tra la sera di venerdì e la mattinata di ieri è un qualcosa che francamente mai avremmo pensato di vedere. Un autentico “duello dei cieli” tra il club rossonero ed il Fenerbahce per assicurarsi le prestazioni di tale Archibald Norman Brown, ventitreenne semi-sconosciuto terzino inglese in forza ai belgi del Gent e con un passato in Svizzera, al Losanna, dopo essere cresciuto nelle giovanili del Derby County. Eppure, il buon Archie era stato individuato dal Diavolo come erede di Theo Hernandez, nel frattempo passato agli arabi dell’Al-Hilal. Il Milan aveva trovato l’accordo con club e giocatore, ma la stessa cosa era stata fatta dai turchi: entrambi i club avevano mandato venerdì un proprio jet privato a Bruxelles, con il giocatore che, dopo una riflessione durata una notte intera, ha deciso di salire su quello decollato alla volta di Istanbul, per approdare alla corte di Josè Mourinho.
Una beffa in piena regola per il club rossonero, che, secondo indiscrezioni, non avrebbe ceduto alle esose richieste di commissioni da parte dei procuratori del ragazzo (si parla di quattro milioni di euro su un trasferimento da otto), richieste invece esaudite dal club turco, che ha convinto Brown anche innalzando la proposta di ingaggio. Insomma, una cosa impensabile fino a qualche anno fa: uno dei club più titolati al mondo, che milita in uno dei Top-5 campionati europei, scavalcato da una società di quella SuperLig che in un passato nemmeno troppo remoto veniva considerata “la periferia del calcio europeo”, e non solo per motivi geografici. Al netto del valore di Brown, che ad oggi ha dimostrato assolutamente nulla, ai tifosi del Milan ha fatto storcere il naso il fatto che quella relativa al terzino britannico sia stata l’ennesima prova di un mercato sinora troppo lento da parte del club di Via Aldo Rossi, che a metà luglio ha ufficializzato solo Ricci (e tra poco Modric), ma si ritrova praticamente senza i terzini titolari, senza centravanti “di scorta” e con numerosi esuberi ancora sul groppone.
Archie Brown al Fenerbahce: un video che ha scatenato i social
Come se non bastasse, ieri mattina è arrivata anche la beffa nella vicenda Brown. Sui social sta spopolando il video con cui il Fenerbahce ha ufficializzato l’acquisto (potete guardarlo CLICCANDO QUI): un vero e proprio sfotto, con il filmato che al momento ha superato i dieci milioni di visualizzazioni. Nel video appunto si vede un aereo del Fenerbahce superare quello con i colori rossoneri, e successivamente Brown che chiede di cambiare una stazione radio che parlava dell’approdo dell’inglese in Italia con sottofondo una tipica canzone ribattezzata dal tifo organizzato del Milan. Subito dopo, ecco comparire del cibo turco accompagnato dall’annuncio del trasferimento di Brown in Turchia per la gioia dello stesso, visibilmente soddisfatto. Centinaia i commenti, adirati, dei tifosi rossoneri sulla pagina dei gialloblù, a cui si sono aggiunti quelli di sfottò dei turchi e dei “cugini” interisti.
Ebbene, chi scrive vuole provare a dare una lettura diversa al video del Fener, che possa diventare anche da monito al club rossonero. In una chiave più profonda rispetto alla mera goliardica presa in giro di stampo calcistico, la sensazione è che il club di Istanbul probabilmente pensi ancora che il Milan sia davvero il Milan: un grande club, uno dei più grandi del mondo. E pertanto, avergli soffiato un giocatore, aver vinto una sfida di mercato, deve essere motivo di vanto, un qualcosa da celebrare. Un po’ come quando, nei film americani, la più bella del college sceglie come accompagnatore al ballo di fine anno il nerd timido e occhialuto anziché il belloccio biondo capitano della squadra di football. Una considerazione, quella di un Milan rispettato e “temuto da tutti” che deve tornare ad albergare innanzitutto nei corridoi di Via Aldo Rossi e sui campi di Milanello: un amor proprio, e per questi colori, che deve animare tutti, a cominciare da società e dirigenza, per riportare il Diavolo dove merita, e non arrivare più a contendersi col Fenerbahce semi-sconosciuti terzini inglesi. Con tutto il rispetto…


