Tanto tuonò che piovve. Dalle ombre intestine estive agli attacchi della stampa di questi giorni: Amorim pressatissimo

La vittoria col Torino è arrivata dopo 75 minuti buoni e 15 calanti. Col Venezia son arrivati tre punti con tanti gol sbagliati e qualche occasione concessa. Con la Juventus un 1-1 con pareggio subito al 92’, e una gara piatta. Con la Lazio un 2-2 con il più classico de “un tempo per parte”.

Col Benfica una partita dove due squadre hanno fatto turnover, ad una è riuscito meglio essendo anche più cinica e quella squadra non era il Milan.

La situazione Amorim

Al netto del fatto evidente che Ruben Amorim abbia sbagliato tutte e cinque le formazioni iniziali, quel che è montato nelle 48 ore successive alla sua prima sconfitta da tecnico rossonero è obiettivamente un’esagerazione da qualsiasi lato la si guardi.

Una pletora di giornalisti alla rincorsa di voci che avvicinino l’esonero del portoghese, con ultimatum sostanzialmente già fissato per domenica sera contro il Lecce a San Siro. Tre punti o avventura milanista del tutto compromessa.

Un trattamento obiettivamente sui generis, di quelli che più spesso vedono destinatari mister stranieri e possibilmente con una società poco reattiva nella protezione dei suoi asset. Purtroppo il Milan rispecchia ancora una volta questo identikit.

Le possibili difficoltà

Se già non era semplice giocare al Meazza sopratutto per alcuni giocatori, ora lo sarà ancora di più e quei mugugni sugli spalti, oltre allo scetticismo dell’ambiente già in estate, fanno il perfetto paio con le forti critiche arrivate dai vari giornali e broadcast.

Purtroppo la verità è che sia all’interno che all’esterno, in pochi fanno il bene del club. Il lavoro di Amorim è perfettibile, è sotto gli occhi di tutti, certo. Tuttavia far trapelare sempre negatività genera a sua volta negatività. Un circolo vizioso pericoloso dentro al quale vive il Diavolo da ormai 4 anni.

Milan: Ruben Amorim (Photo Credit: Federico Manoni / IPA Sport / IPA via IPA Agency)
Milan: Ruben Amorim (Photo Credit: Federico Manoni / IPA Sport / IPA via IPA Agency)

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