Amorim non perda sé stesso: il Lecce per ripartire in tutti i sensi

La conferenza stampa di Ruben Amorim alla vigilia di Milan-Lecce è sembrata quasi un piccolo viaggio dentro il momento del tecnico portoghese. All’inizio poche parole, risposte secche, quasi monosillabiche. Un Amorim insolitamente sbrigativo, diverso da quello che abbiamo imparato a conoscere in questi mesi. Poi qualcosa è cambiato: si è sciolto, è tornato quello di sempre, ironico quando serve, ma anche pungente. Quasi come se avesse avuto bisogno di qualche domanda per ritrovare sé stesso.

Non lasciare che il momento cambi Amorim

Nelle ultime gare il tecnico è apparso più cupo, inevitabilmente condizionato da prestazioni che non hanno sempre restituito quello che chiedeva alla squadra. Il problema, però, sarebbe permettere che quella frustrazione finisca per modificare anche il suo modo di comunicare e di vivere il lavoro. Amorim ha sempre avuto una cifra precisa: dire quello che pensa, anche quando può essere scomodo, senza rinunciare a un sorriso o a una battuta. Quella parte di sé non può sparire proprio adesso. Proprio come a Manchester.

Anche alcune risposte di oggi sono sembrate avere un destinatario più ampio delle singole domande. Una sorta di reazione ai tanti appunti, alle critiche e alle letture delle ultime partite che inevitabilmente accompagnano il Milan. Non è una guerra con i media e non deve diventarlo. Ma è comprensibile che un allenatore voglia difendere il proprio lavoro.

Milan-Lecce per ritrovare serenità

Ed è qui che entra in gioco Milan-Lecce. Una partita che arriva in un momento delicato e che può diventare molto più importante dei tre punti in classifica. Vincere domani significherebbe chiudere questa prima parte di stagione con una sensazione diversa, restituire fiducia all’ambiente e soprattutto regalare ad Amorim una sosta più tranquilla. Chiudere a -2 dal gruppo delle capoliste non sarebbe poi così male. Quest’anno, peraltro, saranno tre settimane: abbastanza per lavorare e ripartire.

Il Milan ha bisogno di ritrovare leggerezza senza perdere la concentrazione. Amorim, per primo. Non deve diventare un allenatore diverso perché le cose non stanno andando esattamente come immaginava. Deve tornare a essere quello che è stato scelto per guidare questa rivoluzione: diretto, ambizioso, esigente e, quando serve, anche pungente. Il Lecce arriva nel momento giusto per capire se quella reazione è già iniziata.

Milan: Ruben Amorim (Photo Credit: ZUMA Press Wire via IPA Agency)
Milan: Ruben Amorim (Photo Credit: ZUMA Press Wire via IPA Agency)
Daniele Minini
Daniele Minini
Giornalista pubblicista, appassionato di sport. 25 anni. Ho studiato lingue, sono laureato in Scienze della Comunicazione e frequento un Master in Giornalismo. Multitasking e sempre pronto a imparare.

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