La notizia relativa alla presunta telefonata del club ai vertici AIA, riportata questa mattina dai principali giornali sportivi nazionali, suona come intervento fuori tempo e con un’incisività pressoché nulla.
Durante la gara casalinga col Como abbiamo visto ciò che spesso vediamo da diverso tempo, ovvero una certa irreprensibilità nel fischiare falli contro il Milan e una certa tolleranza negli interventi degli avversari.
Coi lariani il mancato fischio su Ricci che ha subito un chiaro intervento da dietro, l’entrataccia di Van der Brempt su Pavlovic che non è stata sanzionata con cartellini con VAR silente, sono state situazioni eclatanti ma verrebbe da dire situazioni già viste in questi anni. Vengono in mente rossi evidenti non assegnati come Hateboer-Leao a Bergamo e Cacace-Walker a Empoli.
Nulla di nuovo sul fronte occidentale insomma. Certo la pizzicata di maglia, ancorché leggera, di Fabregas a Saelemaekers forse è una nuova casistica sbloccata, anch’essa passata sul campo inopinatamente sotto silenzio, ma anche qui se Allegri non avesse ingaggiato una discussione la sensazione è che nessuno se ne sarebbe accorto.
Dunque che qualcuno in società chieda qualche tipo di chiarimento in linea generale è comprensibile. Tuttavia tempi e modi però determinano tanto sull’efficacia di una protesta di questo tipo. Forse la richiesta di attenzione sul tema non è stata nemmeno così perentoria come Gazzetta ha sintetizzato. Forse la telefonata è di qualche giorno fa e la news è saltata fuori ora. Sicuro quel che passa è che sia una rimostranza a voce troppo bassa e di poco conto. Siamo di fronte a screzi minimi o qualcosa di più grosso bolle in pentola?


