Il giorno dopo Milan-Como lascia strascichi pesanti in casa rossonera. Alla preoccupazione per l’infortunio di Strahinja Pavlovic si aggiunge l’amarezza per la decisione dell’arbitro Mariani di non sanzionare neppure con un giallo l’intervento di Van der Brempt, apparso fin da subito duro e rischioso. A Milanello e in via Aldo Rossi, dopo aver rivisto le immagini, in molti faticano a comprendere l’assenza di un richiamo del VAR e, di conseguenza, di un cartellino rosso.
Gli esami strumentali hanno evidenziato un vasto ematoma dei tessuti molli e un’imbibizione edematoso-emorragica del perone, fortunatamente senza frattura. Il rischio, però, era concreto: mercoledì sera Pavlovic ha lasciato San Siro con la caviglia immobilizzata e l’ipotesi di uno stop lunghissimo non era da escludere. Il difensore salterà la sfida contro il Parma, con la speranza di rientrare il 1° marzo a Cremona. In casa Milan resta la convinzione che un intervento del genere meritasse una sanzione esemplare, anche perché giocare oltre un tempo in superiorità numerica avrebbe potuto cambiare l’inerzia del match.
Pavlovic, rabbia e polemiche dopo Milan-Como
Non è il primo episodio che nel 2025-26 ha lasciato perplessa la dirigenza rossonera. Per questo nelle scorse ore è partita una telefonata ai vertici dell’AIA: nessuna protesta formale, ma la volontà di far presente un malcontento crescente per alcune decisioni arbitrali.
Nel finale concitato della gara è stato espulso Massimiliano Allegri, intervenuto per difendere Saelemaekers dopo un battibecco con Fabregas. Insieme al tecnico livornese sono stati allontanati anche un dirigente e un membro dello staff del Como, ma in casa Milan si sottolinea come fosse stato l’allenatore spagnolo ad avere un comportamento sopra le righe. Per Allegri si tratta della terza espulsione stagionale: contro il Parma in panchina ci sarà il vice Marco Landucci.
Espulsioni, rigori e precedenti: il malumore rossonero
A pesare è anche la gestione dei cartellini in altre situazioni recenti. Rabiot resta diffidato dopo il doppio giallo rimediato a Pisa, con il secondo per proteste ritenuto severo. Episodi che si aggiungono a una serie di decisioni discutibili: il gol annullato a Pulisic contro il Sassuolo, il rigore non concesso a Nkunku contro il Bologna, il contatto Moreo-Gabbia nell’azione del gol di Nzola a San Siro contro il Pisa. Senza dimenticare il dato sui rigori subiti: il Milan è tra le squadre più penalizzate in Serie A.
Nonostante il momento delicato per la classe arbitrale, la dirigenza rossonera ha mantenuto un profilo istituzionale, evitando polemiche pubbliche. L’obiettivo è chiaro: chiudere la stagione senza ulteriori veleni, con la speranza che certi episodi non si ripetano. A Milanello prevale la fiducia, ma anche la richiesta di maggiore uniformità nelle decisioni.



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