Un altro weekend è trascorso e anche questa lunga, lunghissima pausa per le Nazionali sta volgendo al termine. Poi, per il Milan, inizierà un lungo periodo in apnea che accompagnerà i rossoneri fino all’8 novembre. E non sarà finita lì, perché anche dicembre presenterà un’altra sequenza infernale. Il calendario, per chi gioca le coppe, è inevitabilmente fitto, ma per il Diavolo c’è una complicazione in più: per ben cinque volte sarà chiamato a scendere in campo a meno di 72 ore di distanza dalla partita precedente.
Non è soltanto una questione di quantità. È soprattutto una questione di qualità degli avversari e di trasferte. Il primo doppio impegno ravvicinato sarà quello tra Salisburgo-Milan del 15 ottobre e Milan-Atalanta del 18 ottobre. Pochi giorni dopo toccherà a Bournemouth-Milan il 22 ottobre, seguito da Udinese-Milan il 25 ottobre. E subito dopo arriverà Milan-Bologna, il 28 ottobre.
A novembre la situazione non migliorerà: Milan-Ferencvaros il 5 novembre alle 18.45 e Genoa-Milan l’8 novembre alle 15. E a dicembre arriverà un’altra coppia potenzialmente pesantissima: Milan-Sunderland il 10 dicembre alle 21 e Napoli-Milan il 13 dicembre alle 20.45. È un calendario che non concede tregua e che soprattutto non offre, almeno sulla carta, partite da poter considerare realmente semplici in Serie A. In mezzo ci sono anche due trasferte europee consecutive, Salisburgo e Bournemouth, che aggiungono chilometri, tempi di recupero e variabili alla gestione delle energie.
Milan, partire bene sarà fondamentale: Amorim dovrà spremere i migliori
Fare tabelle e calcoli adesso avrebbe poco senso. Troppi fattori possono modificare il percorso di una squadra nell’arco di poche settimane: infortuni, squalifiche, stato di forma, risultati, calendario degli avversari. Una cosa, però, appare evidente: per non trasformare l’autunno in una rincorsa continua, il Milan dovrà partire forte. Al Mapei Stadium, per esempio, non sarà il momento di fare esperimenti. Se i giocatori saranno reduci dagli impegni con le Nazionali, pazienza.
Servirà mandare in campo chi dà maggiori garanzie. Da Modric a Rabiot, passando per Moreira e Gonçalo Ramos, il contributo dei giocatori più importanti sarà indispensabile. In una fase della stagione così delicata, perdere punti all’inizio significherebbe aumentare immediatamente la pressione sulle partite successive. Dopodiché, inevitabilmente, dovrà entrare in scena il turnover.
Amorim ha già dimostrato di voler ruotare molto la squadra, e in un calendario del genere non è una scelta, ma una necessità. La buona notizia è che il Milan dispone di diversi giocatori capaci di occupare più ruoli. Moreira, Rabiot, Saelemaekers e Bartesaghi sono esempi preziosi di una duttilità che, nei prossimi mesi, potrebbe diventare un’arma decisiva. Anche la presenza di diversi giocatori giovani può aiutare. Avere una rosa con elementi meno soggetti agli infortuni e capaci di sostenere ritmi elevati permette di distribuire meglio il minutaggio e di evitare di spremere sempre gli stessi uomini.
Milan, servirà anche il turnover
Sarà un Milan che dovrà necessariamente adattarsi alle circostanze. Modric potrà essere utilizzato soprattutto nelle partite in cui i rossoneri avranno maggiore controllo del possesso, preservandolo quando il contesto richiederà un’intensità diversa. Camarda potrà trovare spazio per far rifiatare Gonçalo Ramos, mentre in difesa anche Diawara e Terracciano dovranno diventare risorse reali e non semplici alternative sulla carta. È questo, in fondo, il senso di una rosa costruita per affrontare tre competizioni: non avere undici titolari e una serie di riserve, ma avere più giocatori in grado di sentirsi parte del progetto.
Perché in autunno il calcio cambia completamente. Non c’è tempo per rimuginare su una sconfitta: se perdi, tre giorni dopo sei nuovamente in campo. Se va bene, quattro. Ed è proprio qui che può esserci anche un vantaggio. Il calendario così fitto riduce il tempo concesso alle polemiche e permette a una squadra di reagire quasi immediatamente. Una vittoria può cancellare una prestazione negativa, una buona prestazione può ridare fiducia dopo un risultato deludente. Ma vale anche il contrario. Il vero pericolo, infatti, è la serie negativa.
Perché quando le partite si susseguono senza sosta, una squadra che entra in un tunnel rischia di non trovare l’uscita per settimane. E in questo calendario, settimane significa punti persi, terreno da recuperare e pressione che aumenta. Il Milan di Amorim dovrà quindi imparare a convivere con l’apnea. Non sarà possibile vincerle tutte, né giocare sempre al massimo con gli stessi uomini. Serviranno gestione, rotazioni, capacità di adattamento e soprattutto la consapevolezza che ogni partita può essere il punto di partenza della successiva. L’autunno rossonero sarà una prova di profondità prima ancora che di talento.


