Tare a DAZN: «Un dovere puntare allo scudetto. Con Allegri e Ibra ho un grande rapporto. Modric? Per me rimarrà»

Il direttore sportivo del Milan Igli Tare è stato ospite nel nuovo episodio del format “Giorgia’s Secret” su DAZN. Di seguito le sue dichiarazioni.

Tare sulla sua determinazione

«Il mio legame con l’Italia nasce da bambino perché guardavamo sempre la televisione italiana, seguivamo le squadre italiane. Il mio sogno è sempre stato quello, ogni volta che quando ero piccolo si toccava questo argomento dicevo sempre che avrei giocato in Serie A. I miei amici ridevano perché al momento non era fattibile. Convinzione o sfida? Non lo so, un sesto senso dentro di me».

Sui colpi a cui è più legato

«Ricordi sempre il primo, per me Brocchi dal Milan alla Lazio. Poi avevo un rapporto particolare con Keita Baldé, lo presi che non aveva fatto ancora 15 anni. Io one man markt? L’esperienza alla Lazio ha detto questo perché ho fatto di necessità virtù, la mia scelta è di lavorare con uno staff ben organizzato».

Sul rapporto da Ibrahimovic

«Non è vero che è abituato a fare tutto da solo. Se lo conosci è una persona diversa, in fondo è molto sensibile. Ho un bel rapporto con lui, ci diciamo le cose in faccia, a volte anche in modo duro, ma arriviamo entrambi dai Balcani, per cui abbiamo questa confidenza di accettare le cose le diciamo».

Sulla sua carriera

«Quando è crollato il sistema tutti volevano lasciare l’Albania per fare fortuna, però vedo un grande legame e attaccamento al nostro paese, cosa che non si dimenticherà mai. Ho uato tutti i miei risparmi per entrare in Germania, l’impatto è stato tremendo. Quando vedi la realtà da solo o fai un passo indietro o ne fai uno avanti, io affronto sempre le difficoltà. Ho mai pensato di mollare tutto? Si, non sono un uomo di ferro, in alcuni momenti pensi di non farcela».

Sulle differenze tra Milan e Lazio

«È un cambiamento sostanziale. Il nome Milan è più facile da utilizzare per convincere i giocatori rispetto alla Lazio, vuoi anche per la storia e per le disponibilità finanziarie».

Sul Milan, nel suo destino

«Il mio esordio in Serie A è stato col Milan, la prima doppietta è arrivata contro il Milan, il mio primo figlio è nato durante un Milan-Bologna. Il legame è sempre stato forte, oltre alla questione del tifo. Chiamata? Me lo auguravo arrivasse, poi quando si è concretizzata penso sia stato uno dei giorni più belli della mia vita».

Sul perché tifava il Milan

«Tifavo il Milan di Van Basten, Gullit, Rijkard, Baresi, Maldini, campioni veri. Tutte le generazioni sono cresciuti con loro, da bambino li ammiravo».

Se lavorare al Milan è quello che sognava il piccolo Igli Tare

«La vivo in un’altra maniera, però cerco di meritarmi di essere parte di questo club perché per far parte di questa storia devi lasciare qualche segno».

Su che rapporto ha con Allegri

«Un rapporto molto buono, ci siamo conosciuti ad inizio stagione e strada facendo non c’era molto tempo per conoscerci meglio, ma dopo la fine del mercato abbiamo avuto modo di frequentarci in privato e fare qualche cena. Penso sia una persona molto intelligente che sa gestire molto bene determinati spogliatoi. Cosa ci ha portato a sceglierlo? La sua storia, anche il legame che aveva con il Milan, di aver vinto, la sua esperienza e soprattutto la sua capacità di saper gestire una piazza importante come il Milan».

Sull’attacco del Milan

«Sono tutti giocatori importanti. Ci sono annate importanti e anche di difficoltà, purtroppo per i nostri attaccanti non è stato un anno buono dal punto di vista fisico perché  parecchi di loro hanno avuto dei problemi fisici che non gli hanno dato la possibilità di avere continuità».

Se Tare ha porta ambizione per lo Scudetto

«Non è solo Igli Tare ad avere questa ambizione, ma il club che ha sempre l’ambizione di essere sempre competitivo e vincere i trofei. Avere come obiettivo scudetto è un nostro dovere».

Su Leao

«Rispondo con un’espressione di Modric che ha detto che nemmeno lui sa quanto è forte. Io ho conosciuto un ragazzo molto molto perbene, che magari da fuori non vedi, con un potenziale enorme, ma anche con aspettative enormi. Il suo problema forse è stato trovare un equilibrio con le aspettative, però il suo potenziale è fuori discussione ed è di un giocatore importante».

Sulla trattativa Modric

«E’ andata molto bene quando ci siamo incontrati in Croazia. Io sapevo che da bambino era un tifoso del Milan, perciò quando abbiamo parlato del progetto ho visto che aveva delle conoscenze profonde, era molto ben informato. Aveva anche tante altre offerte, ma voleva coronare il suo sogno della vita di giocare nel Milan. Il suo arrivo in squadra è stato molto importante, anche a livello di mentalità nella squadra. Futuro? Onestamente penso che potrebbe scegliere con il cuore, per me rimarrà al Milan».

Se si è mai sentito stressato

«Certo, anche di recente. Dopo una sconfitta soffro tanto, ho un brutto rapporto con la sconfitta. Faccio fatica ad accettarla, però il bello del calcio è che dopo 6-7 giorni hai la possibilità di rivincere».

Milan: Massimiliano Allegri e Igli Tare - MilanPress, robe dell'altro diavolo
Milan: Massimiliano Allegri e Igli Tare – MilanPress, robe dell’altro diavolo

3 Commenti

Comments are closed.

Condividi

Più letti

Leggi anche
Milanpress

Venezia e Lecce scacciano i fantasmi. Amorim allontana il “mal di piccole”

È ancora un Milan alla ricerca della propria versione...

Milan, i rossoneri in nazionale: chi va e chi resta a Milanello durante la sosta di settembre-ottobre

Sono 14 i giocatori del Milan convocati dalle rispettive nazionali...

Pulisic, il numero quaranta e i primi tempi: contro il Lecce inizia un nuovo percorso

Un gradito ritorno... al gol. Christian Pulisic ha ritrovato...