Una lunga, lunghissima, sosta per le Nazionali ferma il Milan e tutti gli altri club di Serie A. L’occasione, dunque, è giusta per fare un primo mini-bilancio delle prestazioni della rosa rossonera fino a questo momento, dopo sei partite giocate tra campionato e Europa League. Il focus odierno è su Christian Pulisic.
Pulisic, l’avvio di stagione
L’americano non ha vissuto il miglior inizio di stagione. Anzi. L’infortunio rimediato al Mondiale l’ha costretto ai box per tutto il precampionato, condizionandone pure l’avvio. La serie di panchine ha acceso un campanello d’allarme mediatico: Pulisic sta bene? Perché Amorim non lo vede? In realtà, la situazione era ben chiara ed è stata spiegata dal tecnico rossonero. L’americano, reduce appunto da un guaio alla gamba, è stato gestito e lanciato al momento opportuno al fine di evitare ricadute. E l’impatto è stato significativo. Esordio con assist (Lazio) e il gol che stappa la partita (Lecce). Non male.
Pulisic, cosa si può migliorare
Il rientro tardivo e gli appena 160’ in campo (nemmeno due partite intere) non sono una base significativa per poter rimproverare qualcosa al numero 11, ma sicuramente suggeriscono degli spunti. Con l’ex Chelsea in campo, si è visto un Gonçalo Ramos più in palla e questo dev’essere uno dei compiti da mettere in cima alla lista. Pulisic dovrà esser bravo a dialogare anche e soprattutto con il collega portoghese, al fine di rifornirgli qualche pallone in più rispetto a queste prime sei uscite. Se il feeling sboccerà, come sembra, allora Amorim può dormire sogni tranquilli.
Pulisic, cosa aspettarsi al rientro
Ottobre dev’essere il mese di Pulisic. Il mese della svolta e/o della conferma. Sarebbe importante mantenere un filo continuo con la prestazione di San Siro contro il Lecce, vedere un trequartista “libero” che dialoga ovunque e trova il pallone sulla trequarti. Questo sistema, il 3421 (che può diventare 4231) sembra fatto apposta per lui. Dovesse proseguire così, da Pulisic ci si può serenamente aspettare una stagione da doppia cifra sia di reti che di assist. Dunque l’obiettivo dev’esser questo, diventare il nuovo numero dieci di Amorim e proseguire sulle orme delle prime due stagioni in maglia rossonera.


