Esattamente una settimana fa, l’editoriale domenicale aveva questo titolo: “Il Milan è (gravemente) malato, ma non è morto“. Il Diavolo veniva dalla umiliante sconfitta contro l’Udinese, la seconda consecutiva dopo quella di Napoli, e la distanza dal quinto posto si era ridotta a cinque punti. Stasera, dopo il successo di Verona e i passi falsi di Como e (in parte) Roma, il range di sicurezza per la qualificazione Champions è tornato ad otto lunghezze. Ma il Diavolo resta convalescente, perchè quella che si è vista questo pomeriggio al Bentegodi è stata tutto fuorchè una squadra brillante e vivace.
Evidentemente, il Milan malconcio di questo periodo poteva vincere solo così. E anche lo stesso Allegri ha ammesso che in questo periodo della stagione conta solo ed esclusivamente il risultato. Che è arrivato. Pur tra mille difficoltà. Piaccia o no piaccia, questo è il “Milan di Allegri” più “Milan di Alllegri che ci sia”. La squadra e l’intero staff di Milanello sanno bene che, nonostante manchino appena sette punti nelle prossime cinque gare, il traguardo Champions League non può essere considerato acquisito. Servirà mantenere alta la concentrazione fino a quando la matematica non certificherà il risultato.
E’ il Milan di Allegri. Ma le criticità restano
Il raggiungimento dell’obiettivo – quello di approdare nell’Europa che conta – non cancellerebbe alcune criticità che, nella prossima stagione rischierebbero di essere pagate a caro prezzo. Fin dall’inizio della stagione, Allegri ha indicato marzo come il momento chiave per arrivare al massimo della forma, sotto ogni punto di vista: classifica, ambiente e tenuta atletica. Proprio quest’ultimo aspetto continua però a destare perplessità. La squadra appare appesantita, con ritmi bassi e poche accelerazioni durante i novanta minuti.
Il Milan, quest’anno, ha affrontato una sola competizione stagionale, eppure non sembra brillare sul piano atletico. Uno scenario che preoccupa in prospettiva: con il ritorno in Europa, il calendario si arricchirà di almeno otto partite in più, senza dimenticare la Coppa Italia, dove l’obiettivo è arrivare in fondo. In queste condizioni, anche avversari sulla carta abbordabili potrebbero trasformarsi in ostacoli insidiosi.



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