Se questa stagione doveva servire al Milan per resettare e ritrovare fiducia, centrando l’obiettivo minimo del ritorno in Champions League, la prossima dovrà necessariamente alzare l’asticella. Restare competitivi, crescere in tutte le competizioni e, magari, tornare a vincere.
Il futuro del Diavolo passa inevitabilmente dalla qualificazione alla Champions, condizione fondamentale per programmare con ambizione. Da lì ripartirà anche Massimiliano Allegri. Al di là di chi lo accosta alla Nazionale e delle voci che ritraggono rapporti non perfetti con la società, il tecnico rossonero sembra destinato e convinto a restare. Lo ha lasciato intendere lui stesso: prima raggiungere l’obiettivo, poi costruire il futuro. Ancora insieme.
Pianificare con criterio
Ma proprio il futuro richiederà qualcosa in più, soprattutto in termini di programmazione. Il primo nodo riguarda il sistema di gioco: insistere sul 3-5-2 o aprirsi a un modulo diverso, capace di valorizzare meglio le caratteristiche della rosa? Da questa scelta passerà tutto il resto.
Poi gli interpreti. Capire chi può davvero essere parte del progetto e chi, invece, ha già dato tutto. E infine il mercato, che dovrà essere mirato e funzionale: uno o due difensori per alzare il livello del reparto, un centrocampista di spessore, un esterno offensivo e un centravanti in grado di fare la differenza.
Il percorso nella crescita del Milan è solo all’inizio, ma se è vero che oggi basta – in un certo senso – il ritorno in Champions, domani servirà qualche risposta in più, attraverso scelte chiare, coraggio e una visione condivisa. Programmare decidendo, finalmente, di non accontentarsi più.



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