Manca esattamente un mese. Il 12-13 luglio il Milan si ritroverà a Milanello per iniziare la nuova stagione, ma oggi l’unica certezza è proprio la data del raduno. Per il resto, ci sono più domande che risposte.
Fretta di licenziare, calma ad assumere
Il 25 maggio sono arrivati i licenziamenti di Giorgio Furlani, Igli Tare e Massimiliano Allegri. Una scelta che avrebbe dovuto aprire una nuova fase della storia rossonera. Da allora sono passati 19 giorni e le tre figure chiave per il futuro del club non sono ancora state individuate in modo definitivo: amministratore delegato, direttore sportivo e allenatore.
- Le ricerche continuano com Gerry Cardinale, Zlatan Ibrahimovic, Massimo Calvelli e gli “head hunters”, coinvolti nel processo, stanno valutando profili e candidature. Un lavoro che richiede attenzione e che non può essere affrontato con superficialità. Ma c’è un elemento che nel calcio pesa più di ogni altro e che sembra essere sottovalutato da questo management: il tempo.
Milan, il tempo scorre inesorabilmente
Perché mentre il Milan cerca la propria nuova guida, il calendario va avanti. Ogni giorno che passa è un giorno in meno per programmare il mercato e costruire la squadra e preparare una stagione che dovrà necessariamente riportare il club ai livelli che gli competono.
Il paradosso è evidente. Il Milan sa quando inizierà la stagione, ma non sa ancora chi dovrà guidarla. Sa quando i giocatori torneranno a Milanello, ma non chi sarà chiamato a presentare il progetto tecnico e societario.
La sensazione che accompagna questo momento resta difficile da ignorare. Perché una domanda continua a tornare, sempre più insistente, man mano che ci si avvicina al 12 luglio.
Si può davvero pensare di gestire un club della grandezza del Milan arrivando a un mese dal raduno senza aver ancora scelto amministratore delegato, direttore sportivo e allenatore?



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