C’è una sola strada per riabilitare (o quasi) Ibrahimovic: riportare Tonali al Milan

In questo momento Ibrahimovic è dappertutto. È negli eventi della FIFA, nelle operazioni di marketing, nelle iniziative commerciali che accompagnano il Milan in giro per il mondo. È il volto globale del club, l’uomo che RedBird ha scelto per dare visibilità internazionale al progetto. Eppure, mentre Zlatan presenzia, rappresenta, promuove e comunica, il Milan continua a vivere una fase delicata sul piano sportivo, con una ricostruzione tecnica ancora tutta da completare e una tifoseria che chiede risposte sempre più concrete. Il punto non è contestare la sua presenza istituzionale. Fa parte del ruolo. Il punto è che, dopo mesi trascorsi sotto i riflettori, manca ancora quell’azione capace di legare il nome di Ibrahimovic a una scelta profondamente milanista. A qualcosa che non riguardi l’immagine del club, ma la sua anima.

Il senior advisor che i tifosi hanno nel mirino

Quando Cardinale riportò Ibrahimovic dentro il Milan, l’idea era chiara. Affidare a una figura iconica il compito di fare da ponte tra la proprietà americana e l’universo rossonero. Zlatan avrebbe dovuto rappresentare ciò che mancava alla nuova governance: carisma, leadership, conoscenza dello spogliatoio e sensibilità calcistica. A distanza di tempo, però, il bilancio è meno nitido. Ibrahimovic è diventato il volto del progetto, ma non ancora il suo interprete principale. È stato associato a tutto ciò che riguarda il Milan, senza che vi sia stata una decisione sportiva in grado di definirne realmente il peso all’interno della società.

La ferita che continua a sanguinare

È qui che entra in gioco Sandro Tonali. Ci sono cessioni che il tifoso comprende e altre che non riesce ad accettare. Quella dell’ex numero 8 appartiene alla seconda categoria. Non perché il Newcastle non abbia pagato una cifra straordinaria. E nemmeno perché Tonali fosse il giocatore più forte della rosa. Il problema è che rappresentava qualcosa che nel Milan di oggi sembra sempre più raro: l’identificazione. Tonali era il milanista in campo. Il ragazzo cresciuto con quel sogno addosso. Il giocatore che incarnava un’idea romantica e moderna allo stesso tempo. Quando è stato ceduto, molti tifosi non hanno avuto la sensazione di perdere soltanto un centrocampista. Hanno avuto la sensazione di perdere un pezzo di Milan.

Più di un acquisto, un messaggio

Per questo un eventuale ritorno avrebbe un significato enorme. Non sarebbe soltanto un’operazione tecnica. Sarebbe una presa di posizione. Un messaggio diretto a una tifoseria che negli ultimi anni ha visto partire Paolo Maldini, Sandro Tonali e, progressivamente, molti dei riferimenti identitari che legavano il club alla sua storia. Riportare Tonali a Milano significherebbe affermare che non tutto può essere ridotto a una valutazione economica. Che esistono giocatori il cui valore supera il prezzo del cartellino. Che il Milan ha ancora intenzione di investire sulla propria identità oltre che sul proprio bilancio.

Milan: Sandro Tonali, Paolo Maldini, Zlatan Ibrahimovic
Milan: Sandro Tonali, Paolo Maldini, Zlatan Ibrahimovic

La prima vera firma di Ibrahimovic

Se davvero Zlatan vuole essere ricordato come qualcosa di più di un ambasciatore di lusso, ha bisogno di una scelta che porti la sua firma. Non una conferenza, non una campagna promozionale, non una presenza al prossimo evento internazionale. Una scelta. Il ritorno di Tonali sarebbe esattamente questo. La prima operazione capace di trasformare Ibrahimovic da testimonial del nuovo Milan a protagonista del suo futuro sportivo. Perché oggi il problema non è la visibilità di Zlatan. Quella non è mai mancata. Il problema è che il tifoso milanista continua a chiedersi quale sia, concretamente, il suo Milan. E forse la risposta passa proprio da Sandro Tonali. Perché dopo mesi trascorsi a rappresentare se stesso in ogni angolo del pianeta, la mossa più importante che Ibrahimovic potrebbe fare da senior advisor del fondo proprietario del Milan sarebbe una sola: riportare a casa un pezzo autentico di Diavolo.

 

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