La solita corrida, di quelle a cui tante, troppe, volte abbiamo assistito in una delle stagioni più assurde della storia recente del Milan. Ieri sera, contro la Fiorentina, l’ennesima partita senza alcun senso, nella quale si va sotto 2-0 dopo dieci minuti, ma si riesce quantomeno ad evitare la sconfitta, che rischiava di diventare un’umiliazione. Certo è che il punticino non serve assolutamente a nulla nella corsa ai posti europei, che a questo punto presumibilmente potrebbero arrivare solo con la vittoria della Coppa Italia. Ventiquattro ore fa si sono viste le stesse cose degli ultimi tempi, ormai delle costanti della gestione Conceiçao.
Si comincia con la formazione iniziale, che ormai è di fatto sempre sbagliata: si continua a puntare su un Musah disastroso nei pensieri e nelle azioni; si continua a ruotare all’impazzata i difensori centrali, tanto che ieri è stato tolto dalla naftalina un Tomori che non giocava da due mesi, mentre Pavlovic – titolare fino ad un paio di partite fa – ora è diventata la quarta scelta. Tolto il derby di mercoledì, che fa sempre storia a sè, l’approccio dei rossoneri è sempre dilettantistico, con la difesa completamente fuori posizione ed imbucata da qualsiasi lancio che arriva dalle retrovie. Il Milan difende poco e male, sia come squadra che come qualità individuali dei calciatori.
Milan, le solite cose
Il Diavolo pare quasi compiacersi quando finisce in svantaggio, perchè poi può iniziare a “giocare” come piace a lui: senza pensieri, ma anche senza senso, di mera foga ed inerzia. Senza schemi di gioco, ma affidandosi semplicemente al caos, un marasma dal quale spesso emergono le qualità di alcuni singoli, che, ribadiamo, sono superiori alla media del calcio italiano. Tuttavia, alcuni giocatori che finora hanno “tirato la carretta” sono in riserva – su tutti Fofana, Reijnders e Pulisic – mentre altri sono ormai finiti in un buco nero, come il già citato Musah, Joao Felix, Chukwueze e Gimenez, arrivato nel giubilo del tifo rossonero perchè ma finito ad essere la riserva di Abraham e Jovic. C’è stata la solita incostanza, segno che il Milan 2024/2025 è un insieme di (ottimi) calciatori che giocano insieme, ma non certo una squadra.
Ed è, evidentemente, soprattutto, se non solo, una questione di testa. Quell’attenzione e quella concentrazione viste nel derby – la stagione è assurda anche perchè finora non si è persa nemmeno una sfida su quattro contro la (definita) corazzata nerazzurra) derby su quattro – sono subito scomparse tre giorni dopo. Una situazione che ormai fa vivere l’encomiabile e straordinario pubblico rossonero sulle montagne russe: si parte dallo sconforto degli inizi partita, alla speranza del pareggio e persino all’illusione di quei momenti in cui pensi addirittura di poterla vincere. Ormai noi tifosi milanisti ci siamo fatti una ragione che ogni partita da qui alla fine vivrà questo delirio, e prendiamo tutto quello che viene, ormai stanchi anche di arrabbiarci. Certo, se riuscissimo quantomeno a portare a casa la Coppa Italia, non sarebbe male…


