L’elefante nella stanza del Milan: Pavlovic è davvero compatibile con il calcio di Amorim?

Una partita non può cambiare un giudizio, soprattutto se si tratta di un’amichevole di precampionato. La prima uscita stagionale del Milan contro il Celtic ha lasciato in eredità alcune indicazioni collettive e un interrogativo individuale. Il protagonista, suo malgrado, è stato Strahinja Pavlovic, coinvolto negli errori che hanno portato ai due gol degli scozzesi.

Gli episodi di Celtic Park hanno riportato in superficie quello che, fin dall’arrivo di Ruben Amorim, rappresenta l’elefante nella stanza del nuovo Milan. Sarebbe superficiale ridurre tutto ai novanta minuti di ieri. Il tema, però, va oltre gli errori commessi. Riguarda il rapporto tra le caratteristiche del difensore serbo e le richieste del calcio di Ruben Amorim, un allenatore che costruisce gran parte del proprio gioco partendo proprio dai piedi dei suoi difendenti.

Pavlovic e due errori che (ri)aprono il dibattito

Il primo gol del Celtic nasce da un passaggio sbagliato di Pavlovic verso Torriani, intercettato da Duran e trasformato nel vantaggio scozzese. Nel secondo tempo, invece, un retropassaggio di Ricci genera un’incomprensione tra il portiere e il centrale serbo, consentendo ancora a Duran di recuperare il pallone e servire Forrest per il raddoppio. Due episodi diversi, ma accomunati da una gestione imperfetta del possesso.

Sono errori che, inevitabilmente, riportano al centro una domanda già emersa con l’arrivo di Amorim. Pavlovic possiede qualità importanti per il sistema del tecnico portoghese: è aggressivo nell’anticipo e dominante nei duelli, ma il 3-4-2-1 dell’allenatore portoghese pretende anche difensori capaci di costruire con serenità sotto pressione. È proprio su questo aspetto che il serbo continua a lasciare qualche punto interrogativo.

Tra presente e futuro: qual è la scelta giusta?

Il dubbio diventa inevitabilmente anche di mercato. Reduce da una stagione positiva con Massimiliano Allegri, Pavlovic arrivava all’estate con una valutazione importante e con diversi estimatori. Forse era quello il momento migliore per monetizzare, soprattutto se si considera che il cambio di allenatore ha modificato anche il profilo ideale dei difensori richiesti dal nuovo progetto tecnico.

Allo stesso tempo, sarebbe altrettanto sbagliato trasformare una partita estiva in una sentenza. Pavlovic resta infatti uno dei pilastri della rosa. È un classe 2001 con ampi margini di crescita e con qualità che possono rivelarsi preziose anche per Amorim. Il compito del tecnico sarà capire se quei limiti nella costruzione del gioco siano migliorabili attraverso il lavoro quotidiano oppure rappresentino un ostacolo strutturale. La prima amichevole non offre una risposta definitiva, ma una domanda sì: Pavlovic può essere il braccetto ideale del Milan di Amorim oppure il suo futuro avrebbe dovuto prendere un’altra strada già in questa estate?

Milan: Strahinja Pavlovic (Photo Credit: Valeria Lippera per MilanPress.it)
Milan: Strahinja Pavlovic (Photo Credit: Valeria Lippera per MilanPress.it)
Daniele Minini
Daniele Minini
Giornalista pubblicista, appassionato di sport. 25 anni. Ho studiato lingue, sono laureato in Scienze della Comunicazione e frequento un Master in Giornalismo. Multitasking e sempre pronto a imparare.

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