I potenziali acquisti di Modric o Xhaka non rappresentano un passo indietro rispetto ad una strategia che parte da lontano e guarda spesso e volentieri a prospetti giovani, progetto che coinvolge il settore giovanile ma riguarda anche la prima squadra.
Il Milan la scorsa stagione aveva la quarta rosa più giovane del campionato, dato concreto che lascia poco spazio all’interpretazione. E ci sono anche diversi giocatori che hanno avuto minuti quest’anno che facilmente fanno capire la direzione intrapresa, su tutti Camarda e Jimenez.
Nel recente passato chiaramente non si può poi non far riferimento a Donnarumma, Locatelli, Simic o Maldini, giusto per citarne alcuni. Un modus operandi della società che trova riscontro nelle gestione delle prima squadra ma che vede investimenti importanti anche nell’academy, con uscite superiori ai 10-12 milioni di euro ogni estate.
Per queste ragioni perplimono alcune uscite dei media di questi giorni. Addirittura si è letto che l’atteggiamento rossonero è “fondamentalmente nemico dei giovani”. Eppure in questa finestra di mercato è risaputo che il Diavolo stia puntando a diversi talenti italiani giovani come Leoni e Ahanor.
Questa levata di scudi non si è vista per i tanti parametri zero acquistati negli anni dai club italiani, tantomeno in queste settimane per De Bruyne per citare la stretta attualità.
Non sempre il Milan ha gestito al meglio i prospetti che ha cresciuto o che ha portato a Milanello nelle squadre giovanili, e Kerkez è emblematico in questo senso, ma che il club venga identificato per la realtà che ragiona contro i giovani è irricevibile, al netto delle imperfezioni note a tutti.


