Igli Tare e Giorgio Furlani sono stati protagonisti di un media briefing a Casa Milan nella mattinata di martedì 24 giugno. Un’occasione per noi e per tutti i colleghi di incontrare il nuovo direttore sportivo del Milan e l’amministratore delegato rossonero, alla prima uscita ufficiale insieme, e di porre domande su quello che è il presente e il futuro del club e della squadra. Di seguito vi proponiamo in versione integrale l’intervento e le dichiarazioni del dirigente albanese, divise in quattro blocchi: le strategie per la nuova stagione, il mercato in entrata, il mercato in uscita e un punto sui big della rosa.
“Buongiorno a tutti. Oramai sono tre-quattro settimane che sono qui al Milan. Vorrei ringraziare per l’accoglienza tutta la società che mi ha fatto sentire da subito una parte integrante di questo gruppo. Ci tenevo a dire queste due parole che sono fondamentali per me per iniziare con la voglia e la determinazione che mi sento di esprimere. Arrivo in un club con una storia così gloriosa che mi dà una responsabilità enorme per dare il massimo, ma soprattutto per contribuire a portare questa società dove merita di essere, ovvero al calcio italiano ed europeo. Sono libero per tutte le domande che volete“.
Le strategie della nuova stagione e uno sguardo al passato: dalla scelta di Allegri all’identità di squadra
“Ho avuto modo di conoscere da vicino tutte le problematiche dell’anno passato in queste settimane, ma non mi piace tornare indietro perché vorrei solo prendere appunto dagli errori dell’anno passato per cercare di trasformare la situazione, in modo che non si ripeta più. In questa prima fase di mercato abbiamo cercato di capire quali siano le uscite e quali siano i giocatori che possono arrivare. Abbiamo fatto tante riunioni tecniche insieme a Zlatan, Moncada e l’allenatore stesso. Ci siamo visti diverse volte, penso di avere le idee chiare sul mercato. Non sarà una rivoluzione di squadra, ma sarà un lavoro per puntellare dei ruoli specifici per cercare di tornare ad essere competitivi nella prossima stagione, nella quale avremo modo di lavorare per più tempo durante la settimana, così da creare le basi per il progetto futuro di questa squadra“.
Sulla necessità di leadership in squadra: “Abbiamo analizzato che una delle mancanze dell’anno scorso sia stata la leadership chiara all’interno della squadra. Magari io non conosco le dinamiche da vicino perché sono fondamentali per dare un giudizio finale, ma penso che l’acquisto di Modric sembrava una cosa normale, ma non lo è. Si tratta di una figura importante del calcio mondiale. Ho avuto modo di parlare con lui di persona e ho visto un ragazzo che ha ancora tanta voglia di essere competitivo. Il suo arrivo è fondamentale per essere un punto di riferimento per la squadra che ha bisogno di questi giocatori. Non sarà l’unico, ma ci saranno uno o due acquisti che faranno parte dei giocatori esperti. Poi ci saranno arrivi di giocatori giovani e di grande prospettiva“.
Sul processo di scelta del Milan per il nuovo direttore sportivo: “L’ho vissuto com’è normale che sia. Quando si tratta di una scelta così importante, le cose vanno ponderate bene. Poi che io sia stato fortunato, si sa che ho realizzato il mio sogno di arrivare nel club che tifavo da bambino. Ed è una cosa in più che mi dà qualcosa in più per raggiungere gli obiettivi. Non è una frase fatta. A me piace molto il senso d’appartenenza, ci tengo a trasferirlo alla squadra. È fondamentale la conoscenza della storia del club, il senso di rappresentare non solo dentro e anche fuori dal campo nel migliore dei modi. Per me deve tornare la base portare giocatori che si riconoscono in questi colori“.
Su Allegri: “È vero che dopo il mio arrivo c’era questa necessità di intervenire subito. Dal primo contatto che ho avuto con lui, ho percepito che ci teneva molto a questa società. Aveva una conoscenza molto profonda riguardo alle problematiche di questa squadra, aveva grande interesse di tornare. Poi grazie a un blitz che abbiamo fatto io e Giorgio a Lugano, c’è stato un incontro lungo con Max, abbiamo fatto sì che in 48 ore prendesse una decisione sul nostro progetto. Con lui ci sentiamo anche più di 4-5 volte al giorno. Ogni cosa che stiamo facendo per la squadra, lui è al corrente ed è giusto che sia così. Abbiamo parlato solo di caratteristiche tecniche e di opportunità che quotidianamente escono fuori. L’identikit dei giocatori per il suo sistema di gioco è ben chiaro, è fondamentale. Prima ci sono determinati ruoli e poi tutto verrà completato“.
Sull’identità di squadra: “Non è una questione solo di moduli, ma anche di come la squadra dovrà giocare. Abbiamo discusso a lungo con mister Allegri. Abbiamo idee chiare come squadra: dev’essere compatta, deve cercare di dominare le partite, deve avere giocatori di grande palleggio. Uno dei motivi per cui intendiamo intervenire a centrocampo è anche questo, perché l’acquisto di un mediano basso e Modric alza il livello tecnico di questa squadra che era già buono. Dobbiamo essere protagonisti da subito perché questo campionato può darci grandi soddisfazioni“.
Sull’obiettivo seconda stella: “La storia di questo club ti dice tutto. Quando arrivi a lavorare per il Milan, devi creare squadre competitive per vincere trofei. Per questo ho accolto con grande entusiasmo questa opportunità, è veramente un onore lavorare per un club con questa gloriosa storia. Cercherò di lavorare al massimo per raggiungere l’obiettivo. Non dobbiamo nasconderci su queste cose“.
Sulla contestazione dei tifosi: “Ne ho vissute tante nella mia esperienza alla Lazio. So però che arrivati a questo punto, per noi è un ‘richiamo’, una responsabilità in più per dare un qualcosa in più. Dalle grandi sconfitte, io penso siano nate le grandi vittorie. L’esperienza del Napoli lo scorso anno ti insegna. Bisogna fare tesoro degli errori passati e farne il meno possibile ora per cercare di essere competitivi sin da subito, questo per noi è importante“.
Su Moncada: “Lo conosco da più di 3-4 anni, dai tempi del Monaco. Sarà un collaboratore che lavorerà insieme a me per fare scelte importanti per la nostra squadra. La sua storia di questi 7 anni lo ha dimostrato, fa parte del nostro progetto“.

Il punto sul mercato in entrata
Su Modric: “La prima domanda che mi ha fatto è se saremo una squadra di livello per vincere il campionato. Parliamo di un campione che viene dal Real Madrid. Ho capito subito che vuole venire a fare il protagonista e sarà fondamentale per ciò che trasmetterà alla squadra a livello di mentalità, professionalità e leadership. Il fatto che lui sia anche tifoso del Milan rende la storia ancora più eccitante anche per voi, anche per lui sarebbe una bella cosa fare una stagione da protagonista visto il Mondiale del prossimo anno“.
Su Xhaka e Jashari: “Il punto di partenza è che il centrocampo sarà il reparto dove interverremo di più. È una cosa che abbiamo deciso dopo le analisi fatte con l’allenatore. Si guardano i profili e le caratteristiche che servono a questa squadra. Tutti i nomi che avete fatto sono delle alternative, dei giocatori di grande valore, ma alla fine dobbiamo cercare di fare le scelte giuste per quello che ci serve. Sarà il reparto dove faremo di più perché riteniamo una cosa importante aumentare la qualità di gioco di questa squadra“.
Sull’attacco: “Non è questione di nomi, ma di caratteristiche. In attacco si prevede di intervenire nel caso di qualche uscita sugli esterni, magari con uno o due giocatori, ma penso uno. Per quel che riguarda la posizione del centravanti, stiamo cercando un altro giocatore per essere in competizione con Gimenez che ritengo un ottimo giocatore, ma che ha avuto un impatto normale nel calcio italiano, soprattutto per ambientamento da un calcio diverso come quello olandese, per responsabilità che porta questa maglia. Abbiamo massima fiducia in lui, ma dobbiamo fare un altro intervento anche nel ruolo del centravanti e stiamo prendendo il tempo dovuto anche per capire che forma prenderà la squadra. Abbiamo però le idee chiare su che tipo di giocatore sarà: deve avere caratteristiche da centravanti vero e che dentro l’area possa fare la differenza perché questo è ciò che è un po’ mancato dopo l’addio di Giroud al Milan. Valutiamo profili sia in Italia che fuori dall’Italia. È una questione di caratteristiche, dev’essere un giocatore diverso da Gimenez perché non è un centravanti alla Giroud. Dobbiamo essere bravi per completare queste cose insieme“.
Tare prosegue sull’attaccante: “Parlando anche insieme a Zlatan sul ruolo dell’attaccante, penso che a questa squadra manchi un centravanti ‘target’, uno che sta dentro l’area ed è molto bravo ad attaccare, tenere la palla e far salire bene la squadra. Un centravanti come Gimenez tende ad aprirsi sulla fascia ed entrare dentro. Ci sono varie opzioni, non è una questione di prezzo, ma di caratteristiche, Ci sono opportunità che si creano durante il mercato e non mi nascondo se penso sia l’opportunità giusta. Per me è una questione solo di ruolo. Su questo, insieme a Max abbiamo deciso di stare un po’ attenti e fermi, di fare la scelta giusta nel momento giusto. La posizione a cui teniamo di più è quella del numero 6 davanti alla difesa. Poi tutto il resto piano piano lo sistemeremo“.
Sulla sostituzione di Reijnders: “A volte è difficile, ma anche facile. Fare paragoni è difficile, ma il Milan ha un giocatore come Loftus-Cheek che secondo me è uno dei centrocampisti più completi nel panorama europeo e può essere fondamentale nella prossima stagione. Vanno gestiti meglio gli infortuni, ma sulle qualità del giocatore non si discute. Si può anche sostituire con nuovi innesti con caratteristiche diverse da Reijnders. In partenza vogliamo giocare con un centrocampo a 3 che si può trasformare durante le partite. Tutto ciò che si farà, si farà con dei giocatori che spero che possano dare lo stesso o anche qualcosa in più di quello che ha dato Tijjani lo scorso anno“.
Sui terzini: “Interverremo su un terzino sinistro e su un terzino destro, così lo sapete tutti. Nel caso di qualche uscita in difesa, faremo un intervento anche lì. Abbiamo degli identikit precisi per i terzini, vogliamo intervenire con giocatori giovani, di grande prospettiva e funzionali per il nostro sistema di gioco. Sono tutte cose studiate con l’allenatore, abbiamo idee chiare su chi saranno i giocatori. Penso che nelle prossime due settimane ci sarà un seguito a queste trattative“.

Il punto sul mercato in uscita
Su Theo Hernandez: “Le qualità di Theo Hernandez non sono messe in discussione nemmeno da me. Sappiamo che è un giocatore che ha dato tanto per questa società, vincendo tanto con questa maglia. Queste valutazioni partono anche da una volontà da parte sua di cercare una nuova esperienza. Noi l’abbiamo accolta come una cosa normale. Con l’arrivo mio e di un nuovo allenatore, serve costruire una rosa diversa rispetto agli anni passati. La sua cessione non è ancora definita, ci stiamo lavorando. Capisco la fretta che c’è a volte per dare la notizia, ma dovete capire anche le nostre difficoltà che incontriamo. Ogni cosa cambia ogni minuto, ogni ora, talvolta dipende anche dalle notizie che escono. È una cosa in essere, ma non è definita. Prima di tutto dobbiamo aspettare l’esito di questa trattativa“.
Su Musah e il centrocampo: “Stiamo cercando giocatori che fanno i mediani bassi in un centrocampo a 3. Lui può giocare in un centrocampo a 2, ma anche a 3 con altre caratteristiche. Stiamo valutando l’intervento anche per un altro centrocampista e un altro attaccante, in caso di cessione intervenire anche sugli esterni. Non è una rivoluzione, ma solamente cercare di creare una squadra con un’identità nel sistema di gioco con cui vogliamo giocare. Che poi nella fase di mercato ci siano tutte le voci possibili, io capisco la necessità di avere per tre mesi notizie dalla mattina alla sera, ma non posso far parte di questo gioco. Io devo essere concentrato e per questo a volte con qualche collega ho avuto qualche confronto perché a volte una notizia data prima o dopo può incidere anche nel mio lavoro. Noi dobbiamo essere concentrati a fare il meglio possibile per la squadra, così da essere protagonisti sin da subito. Non mi piace vedere il Milan come un mercato dove tutti si ritengano in saldo, penso interessi anche a voi“.
Su Camarda: “Proprio ieri abbiamo fatto un lungo ragionamento per quanto riguarda il futuro dei nostri giovani. Camarda avrà un ruolo importante per il futuro di questo club. Abbiamo preso la decisione di mandarlo in prestito la prossima stagione a Lecce dove andrà a giocare un anno, sperando di tornare come vogliamo tutti“.

Il punto sui big in rosa
Su Maignan: “Penso che vedendo anche l’esperienza degli altri club che hanno avuto annate storte, sono subito tornati protagonisti. Lo stesso può succedere anche al Milan. Maignan per il momento non è in partenza, vestirà la maglia del Milan anche la prossima stagione. C’è stato un interessamento da un club inglese della Premier, ma alla fine non si è trovato un accordo. È un punto di riferimento sia in campo che fuori, perciò abbiamo deciso di puntare su di lui nella prossima stagione e continuare insieme. Il mercato è imprevedibile, è qualcosa di incontrollabile, però per noi rimane un punto fermo di questa squadra. Dobbiamo cercare di trasmettere qualcosa di nuovo, entusiasmo. Dobbiamo essere bravi noi per primi a trasmetterlo anche alla nostra gente, ai nostri tifosi che hanno bisogno di questo. Per questo stiamo cercando di capire bene cosa serva per migliorare questa squadra. Non sarà una rivoluzione, ma saranno tutti giocatori funzionali a questo progetto per aumentare la qualità delle caratteristiche che ha questa squadra, qualità che era già buona prima perché non bisogna dimenticare che ha vinto un trofeo ed è andata vicina a vincere il secondo. Quegli errori devono essere un punto di partenza per guardare con grande entusiasmo e positività al futuro“.
Su Leao: “Penso che sia un campione vero, ci sono pochi giocatori nel calcio di oggi che decidono le partite da soli. È fondamentale per noi e per il nostro progetto. Ci abbiamo parlato, sia io che l’allenatore, ed è stata una bella sorpresa: da fuori magari hai un’idea, invece parlandoci capisci che è un ragazzo molto competitivo. Ha tutto per diventare un campione vero. Ha sempre fatto vedere, ma può far vedere ancora di più. Non abbiamo ricevuto alcuna offerta per lui. Gli interessamenti sono solo voci di mercato che fanno parte di questo periodo“.
Su Pulisic: “Sarà un giocatore fondamentale per la prossima stagione. Avremo modo di affrontare il tema rinnovo insieme a Giorgio, ma in questo momento siamo concentrati solo sulla squadra. Credo sia uno dei pilastri sia della stagione passata che di quella che verrà. Ha un ruolo importante all’interno di questo gruppo“.


