Il Milan è convinto che alcune decisioni arbitrali abbiano inciso pesantemente sulla corsa allo scudetto. È questo ciò che scrive la Gazzetta dello Sport dopo la sconfitta rossonera contro il Parma, indirizzata da episodi dubbi. E meno male che in settimana c’è stata una chiamata all’AIA…
LA CONTESTAZIONE DELLA SOCIETÀ
Dopo le polemiche seguite alla sfida contro il Como, tra il duro intervento di Van der Brempt su Pavlovic non sanzionato e la mancata espulsione di Fabregas per la strattonata su Saelemaekers, si continua con il fastidio della dirigenza meneghina.
L’episodio più contestato riguarda il rigore non concesso dall’arbitro Piccinini per l’uscita di Corvi su Loftus-Cheek: il portiere ha colpito solo l’inglese e non il pallone, causando un infortunio che ha costretto il centrocampista all’operazione. Per il direttore di gara si è trattato invece di un normale contatto di gioco.
Forti proteste anche sul gol finale del Parma. Maignan sarebbe stato ostacolato da Valenti con un blocco ritenuto volontario. Piccinini aveva inizialmente fischiato fallo, ma dopo l’intervento davvero lungo del VAR ha convalidato la rete. La dirigenza milanista sostiene che non si trattasse di un chiaro errore tale da giustificare la revisione. La memoria va a un precedente, quello contro il Sassuolo: fu annullato un gol di Pulisic per un contatto in area davvero lieve tra Loftus-Cheek e Koné, ritenuto poi regolare dall’AIA.
La Rosea si espone in questo modo. Secondo il Milan, in quattro giorni episodi simili avrebbero potuto valere fino a cinque punti in più in classifica, riducendo il distacco dall’Inter capolista. Pur restando solida la posizione in zona Champions League, non si può più fare molto nella corsa al tricolore. Chissà cosa sarebbe successo con una direzione coerente…



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