Una lunga, lunghissima sosta per le Nazionali ferma il Milan e tutti gli altri club di Serie A. L’occasione, dunque, è giusta per fare un primo mini-bilancio delle prestazioni della rosa rossonera fino a questo momento, dopo sei partite giocate tra campionato ed Europa League.
Il focus odierno è su Alphadjo Cisse.
Per gran parte dell’estate Alphadjo Cisse è stato un nome “ignorato”: un ragazzo del 2006 rientrato dal prestito al Catanzaro, con un anno di Serie B alle spalle e un cartellino pagato otto milioni al Verona. Oggi è il giocatore che i tifosi del Milan indicano quando si chiede chi abbia dato un segnale di futuro. Ha impressionato Amorim in precampionato, abbastanza da guadagnarsi un posto stabile nella prima squadra, e il campo gli ha dato ragione: due gol in avvio di stagione e il titolo di miglior attaccante rossonero finora.
La fotografia migliore resta Torino. Prima il gol all’esordio contro il Torino, poi all’Allianz Stadium ha cambiato la partita da subentrato: ha ricevuto l’invito di Chukwueze, è entrato in area e ha calciato a giro sul secondo palo. Dopo il lampo, la Juventus ha trovato il pareggio nel recupero con Gatti, ma la serata è rimasta sua, visto il primo gol in un big match.
Quello che colpisce, più dei numeri, è l’atteggiamento: in una squadra spesso spenta, è lui a prendersi la responsabilità. Anche in azzurro il ragazzo continua a crescere, perché il gol e la fiducia di San Siro li ha portati nell’Under 21, dove ha firmato il gol decisivo contro l’Armenia.
Il lato meno luminoso del bilancio riguarda il contesto più che il giocatore. Cisse ha brillato spesso da subentrato e in una squadra che fatica a costruire occasioni, e questo lo espone a un rischio classico: diventare l’uomo della scintilla invece del riferimento stabile. La serata europea con il Benfica lo mostra bene. Il Milan ha perso in casa tra i fischi di San Siro, e lui da subentrato ha potuto fare ben poco.
Pesano anche le sue stesse parole: dice di aver mostrato soltanto il 70% delle proprie capacità, una frase che è insieme una promessa e un’ammissione. Sa di dover diventare più continuo, più incisivo quando la partita si decide sui dettagli e meno dipendente dai momenti in cui gli spazi si aprono. A vent’anni, d’altronde, è del tutto normale.
Dopo la sosta il quadro sembra favorirlo. Con Saelemaekers fermo per infortunio, Loftus-Cheek che offre pochi segnali incoraggianti e Moreira provato in più ruoli, Cisse dovrebbe ricevere molto spazio al ritorno in campionato e in Europa League. Il primo appuntamento è l’11 ottobre con il Sassuolo, una partita in cui gli verrà chiesto non più di entrare e cambiare il ritmo, ma di reggerlo dall’inizio. Sarà questa la vera risposta: se il ragazzo che ha acceso il Milan saprà essere decisivo sempre o quasi, Amorim avrà trovato molto più di una sorpresa di inizio stagione.


