L’entusiasmo per i primi colpi di mercato – quello ufficiale di Gonçalo Ramos, e quello, che sembra ormai imminente, di Mario Gila – non deve far perdere di vista il quadro generale. Il Milan sta costruendo una squadra con un’identità tattica ben precisa, ma la rosa è ancora lontana dall’essere completa. Se Ruben Amorim confermerà il suo sistema di gioco basato sulla difesa a tre, ogni valutazione dovrà partire da un presupposto: una stagione con Serie A, Europa League e Coppa Italia impone profondità in ogni reparto. E oggi i rossoneri hanno ancora molto lavoro da fare.
In difesa va evitata la coperta corta dello scorso anno
Partendo dal pacchetto arretrato, l’eventuale arrivo di Mario Gila permetterebbe ad Amorim di poter contare su Gabbia, Gila, Pavlovic, Tomori, De Winter e Odogu. Numericamente sembrerebbe un reparto completo, ma in realtà lo è solo sulla carta. L’eventuale, e probabile, cessione di Tomori imporrebbe infatti l’arrivo di un sostituto; allo stesso modo, se Odogu dovesse partire in prestito per trovare continuità, sarebbe necessario inserire anche un altro difensore.
Del resto, uno dei grandi problemi dello scorso anno è stato la coperta corta in difesa, laddove Massimiliano Allegri poteva contare, dietro i tre titolari, sul solo De Winter, perchè Odogu non era considerato pronto. Giocando una sola competizione, il ragionamento di avere una rosa più ristretta può forse avere una sua logica, ma quest’anno, con l’impegno europeo, ciò non va più bene. E il pur duttile Bartesaghi non può essere ancora la soluzione a ogni evenienza: con tre competizioni da affrontare, servono specialisti e alternative affidabili, non continui appigli d’emergenza.
A centrocampo tutto ruota intorno a Modric e agli esuberi
Anche il centrocampo del Milan è tutt’altro che definito. Se Luka Modric dovesse restare, il reparto dei centrali sarebbe composto dal fenomeno croato, da Jashari, Ricci e Rabiot. Una base di assoluto livello, ma che difficilmente può bastare per affrontare un’intera stagione. Ecco perchè, considerata anche l’età dell’ex Real Madrid, serve almeno un quinto centrocampista, che può essere uno degli “esuberi” (Fofana, Loftus-Cheek) o uno dei rientranti dai prestiti (Bennacer, Bondo, Musah).
Le valutazioni spetteranno ad Amorim, che dovrà decidere se far restare uno dei cinque sopracitati o intervenire sul mercato, e nel frattempo potrebbe promuovere stabilmente in prima squadra il giovane Comotto, che tanto bene ha fatto in Serie B e che potrebbe crescere molto sotto l’ala protettrice dei titolari. Per quanto riguarda i “quinti”, a destra potrebbero andar bene Saelemaekers ed Athekame, mentre a sinistra andrà risolta la situazione di Estupiñán: se dovesse partire, servirà un mancino di livello, con Bartesaghi destinato a sua alternativa.
In attacco il mercato del Milan è tutt’altro che concluso
Anche davanti ci sarà ovviamente da lavorare. Servono altri due centravanti oltre a Ramos: difficile che Gimenez resti come sua riserva (nel caso si dovrà andare a pescare dal mercato), poi come terzo andrebbe più che bene uno tra Camarda e Kostić, con l’altro in prestito per trovare minutaggio importante. Nei due dietro la punta del 3-4-2-1 di Amorim, il Milan, sulla carta, ha ad oggi quattro elementi: a sinistra Leao e Nkunku, a destra Pulisic e il rientrante Chukwueze.
Chiaro che tutto dipenderà dalle eventuali uscite del portoghese e del nigeriano, mentre sembrano più sicuri di rimanere il francese e lo statunitense. Insomma, quando siamo arrivati a luglio, al netto delle operazioni già concluse e di quelle in dirittura d’arrivo, una cosa appare evidente: il mercato del Milan è ancora lontano dall’essere concluso. La base del nuovo progetto sta prendendo forma, ma per consegnare ad Amorim una rosa davvero competitiva serviranno ancora diverse operazioni, sia in entrata sia in uscita. Solo al termine di questo lavoro sarà possibile capire il reale valore del nuovo Milan.


