Poco tempo e contrapposizioni esasperate. Cosa poteva fare il Milan su questo rinvio?

Una questione uscita tardi, che ha spiazzato tutti, dalla Lega fino ai tifosi. Concepita misteriosamente in modo antagonista, supposti buoni contro presunti cattivi. In ultimo poi con una sfumatura di interessi economici che non pareva poter esser dirimente.

Giovedì sera il sindaco di Bologna ha firmato un’ordinanza con la quale ha sospeso la gara di Serie A tra Bologna e Milan. In accordo con la prefettura per questioni ordine pubblico dunque, il primo cittadino felsineo ha preso una posizione netta, forte e non preventivata da nessuno nonostante i disagi del capoluogo emiliano fossero ben noti.

Dapprima il presidente di Lega Casini è apparso fiducioso, ha indetto per venerdì mattina un’assemblea d’urgenza e creduto di poter metter d’accordo le parti attraverso l’idea di giocare al Dall’Ara a porte chiuse. Ha trovato tuttavia un muro da parte dello stesso Lepore e in seconda battuta anche della società bolognese.

La mossa successiva di Casini è stata ragionare su un campo neutro e qui esclusivamente il Bologna Football Club ha posto il veto e quindi niente Como e nemmeno Empoli. Sullo sfondo il Milan, in balia delle proposte si è reso sempre disponibile a giocare, senza trovare in realtà trovare sponde.

Il presidente del Milan Paolo Scaroni è apparso sereno ancorché sorpreso dalla possibilità che il match saltare. Eppure più passavano le ore e più era chiaro non vi fossero chance di giocare. Alla fine si è arrivati a metà pomeriggio senza accordo alcuno e il rinvio a data da destinarsi si è concretizzato.

Senza vittimismo possiamo dire che il Milan abbia subito la situazione in generale. Forse dando per scontato che le parti avrebbero collaborato, forse per pura buona fede o forse per non interferire troppo con le questioni intestine alla città in questo particolare periodo.

Quel contrasto evidente, spinto dal sindaco, ha polarizzato purtroppo la discussione. Quando le tematiche vengono valutate solo col bianco e il nero, è impossibile trovare punti in comune per poter trattare alcunché.

In ultima analisi i punti fondamentali per il Comune sono stati la sensibilità verso il momento che vive la città e Fenucci, amministratore delegato del Bologna, ha evidenziato l’aspetto economico delle porte chiuse, perché il club ha pensato di devolvere in parte l’incasso agli alluvionati. Ecco, siamo in parte d’accordo, perché abbiamo visto e sentito molto, ma mai orecchie tese al dialogo. Quando manca il dialogo, manca tutto. E ora manca in primis una data per questa gara.

Stadio Dall'Ara Bologna - MilanPress, robe dell'altro diavolo - Iniziativa
Stadio Dall’Ara Bologna – MilanPress, robe dell’altro diavolo

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