Dopo aver investito più di 100 milioni per Ramos e Gila, il Milan spende 3 milioni per assicurarsi le prestazioni di Diawara. Il classe 2006 arriva dal Troyes dopo una buona stagione, terminata con il ritorno il Ligue 1 del club francese.
Non è l’ennesimo investimento su un giovane di prospettiva a rendere interessante questa operazione, ma la scelta di campo che il club ha compiuto attorno al suo destino sportivo: niente rodaggio nel Milan Futuro, almeno per il momento, bensì un inserimento immediato in prima squadra. Fino a pochi giorni fa l’ipotesi più accreditata era quella di un percorso graduale, con il ragazzo francese di origini senegalesi destinato a completare l’ambientamento italiano tra i cadetti, secondo un copione già visto per altri giovani difensori arrivati a Milanello negli ultimi anni.
Lo scenario sembra, però, essere cambiato: sarà Amorim stesso a volerlo subito nel proprio gruppo, individuandolo come vice di Strahinja Pavlovic. Un cambio di programma che dice molto sia sulle qualità del giocatore, sia sulle urgenze di una rosa che deve garantire alternative affidabili nel reparto arretrato.
Diawara arriva a Milano con un profilo fisico già impostato: un metro e novanta di altezza, piede sinistro, capacità di comando nel gioco aereo e nei duelli individuali che pochi ventenni possono vantare in Europa. Ha esordito in prima squadra col Troyes ancora diciottenne, in Coppa di Francia, ma è stato nella seconda parte della scorsa stagione, quella della promozione in Ligue 1, che si è preso un posto da titolare, contribuendo con continuità alla cavalcata francese verso la massima serie.
Numeri contenuti, se guardati solo nell’insieme, ma con una progressione precisa: da febbraio in avanti la maglia da titolare non l’ha più lasciata. Non è un dettaglio da poco che il Milan abbia dovuto respingere il pressing del Rangers, disposto a offrirgli un ruolo da protagonista immediato in Scozia. Diawara ha scelto comunque i rossoneri, segno di una fiducia nel progetto tecnico che va oltre le garanzie di minutaggio a breve termine. È una decisione che racconta un giocatore consapevole dei propri tempi di crescita, disposto a scommettere su un contesto più esigente pur di misurarsi fin da subito con un calcio di livello superiore.
Resta da capire quanto spazio reale troverà nell’undici di Amorim nel corso della stagione. La candidatura a vice Pavlovic è più una collocazione ideale che una garanzia di utilizzo costante e il rischio di un anno vissuto prevalentemente in panchina è concreto per un ragazzo che fino a qualche mese fa giocava con regolarità in Ligue 2. Ma la scelta della società sembra guardare oltre la singola annata: puntare su di lui in prima squadra, anziché parcheggiarlo nell’Under 23, significa accelerarne l’inserimento in un ambiente competitivo, accettando qualche rischio di crescita più lenta sul campo in cambio di una maturazione più rapida in termini di mentalità e abitudini di alto livello.
Il contratto lungo, fino al 2031, conferma che il Milan non vede in Diawara una scommessa a breve termine, ma un investimento strutturale sul futuro del reparto difensivo. Se il percorso in prima squadra funzionerà, i rossoneri avranno bruciato le tappe di un progetto di crescita che altrove avrebbe richiesto più tempo; se invece l’inserimento si rivelerà prematuro, resterà comunque la strada del Milan Futuro come alternativa per garantirgli minuti e continuità. In ogni caso, la sensazione è che il club abbia deciso di trattare Diawara non come una riserva di lusso, ma come un tassello vero del progetto Amorim, fin da questa stagione.



[…] Diawara ha raccolto 17 presenze nell’ultima stagione, la prima tra i grandi. Per lui è stato il completamento del percorso svolto dai 14 anni, sempre con la maglia del Troyes, club promosso in Ligue 1 grazie all’ultima annata. Per il Milan sarà un rinforzo sia per il presente che per il futuro. […]