Per anni il Milan ha rincorso il centravanti giusto. Quello capace di garantire gol, continuità e presenza dentro l’area di rigore. Dopo Olivier Giroud si è provato a percorrere strade diverse, alcune più convincenti, altre decisamente meno. Oggi, però, la sensazione è che il club abbia deciso di imboccare una direzione precisa. Gonçalo Ramos non è un acquisto qualsiasi: è il grande investimento dell’estate, il giocatore sul quale società e Ruben Amorim hanno deciso di costruire il nuovo reparto offensivo.
L’operazione con il Paris Saint-Germain, che tocca i 70-80 milioni di euro complessivi, racconta molto più di una semplice scelta di mercato. Racconta la volontà di individuare un titolare indiscusso, un attaccante attorno al quale sviluppare il gioco del Milan dei prossimi anni. Cosa che nell’ultimo periodo, in casa rossonera, è mancata eccome.
Quando una società investe cifre di questo tipo non lascia spazio ai dubbi. Ramos sarà il numero nove del Milan e avrà inevitabilmente il peso dell’attacco sulle proprie spalle. È una responsabilità enorme, ma anche il segnale che il club, dopo tante stagioni vissute alla ricerca di un bomber, abbia finalmente deciso di puntare forte su un profilo ritenuto compatibile con le idee dell’allenatore.
Milan tra presente e futuro
Non solo Ramos però nel parco attaccanti rossonero. Il presente infatti parla portoghese, ma ci sono altre due lingue per il futuro. Italiano e montenegrino. Francesco Camarda e Andrej Kostic sono le due quote giovani da far crescere. Senza pressioni e responsabilità, con davanti qualcuno che si è inevitabilmente preso la scena. Due patrimoni diversi ma accomunati dallo stesso destino. Camarda è il gioiello del settore giovanile, Kostic è l’investimento giovane preso da un altro club. La carta d’identità è quasi uguale e quasi uguale dovrà essere anche il percorso che i due dovranno e potranno fare con la maglia rossonera.
Le ultime indicazioni arrivate dal ritiro raccontano di un Amorim intenzionato a valutare entrambi molto attentamente prima di prendere una decisione definitiva sul loro futuro. Camarda è tornato dal prestito con maggiore esperienza, mentre Kostic, acquistato dal Partizan, ha già dimostrato qualità importanti e rappresenta uno dei prospetti più interessanti del calcio balcanico. Il tecnico portoghese vuole osservarli da vicino prima di decidere il da farsi. Davanti due strade: il prestito di uno o dell’altro per andare a ‘farsi le ossa’ come si diceva un tempo, oppure trattenerli entrambi per fargli fare queste ossa, sì, ma con la maglia del Milan addosso. Ai posteri l’ardua sentenza per capire quale possa essere la strada più intelligente.
Un nodo da sciogliere: Santiago Gimenez
In questo scenario resta inevitabilmente aperto il capitolo Santiago Gimenez. Arrivato appena un anno e mezzo fa con l’idea di diventare il centravanti del presente e del futuro, il messicano sembra oggi destinato a cercare spazio altrove. Le valutazioni sul suo futuro sono in corso e l’ipotesi di una cessione appare sempre più concreta, soprattutto dopo l’affare Gonçalo Ramos.
Un chiaro segnale di come l’ex Feyenoord ormai sia con le valigie in mano e un piede e mezzo fuori dalla porta di Milanello. Tre attaccanti per tre competizioni possono bastare e avanzare, magari con l’innesto di un profilo più esperto e riaprire il dossier prestito di cui parlavamo prima. Il tutto mantenendo il giusto equilibrio tra competitività e sviluppo del patrimonio tecnico.
Una cosa è certa, la confusione degli ultimi anni deve essere solo un lontano ricordo
Negli ultimi anni il Milan è stato spesso criticato per aver costruito rose sbilanciate, con troppi giocatori nello stesso ruolo o, al contrario, senza valide alternative. A volte erano in tanti per un posto e l’alternanza non faceva il bene dei giocatori. Altre volte, complici anche gli infortuni, si arrivava ridotti all’osso e sempre in emergenza. Stavolta, invece, la programmazione sembra avere una logica. Un titolare forte e già pronto come Gonçalo Ramos. Due ragazzi da accompagnare nella crescita senza forzare i tempi. Un eventuale quarto attaccante qualora Gimenez dovesse salutare. È un’idea di reparto offensivo che guarda al presente ma soprattutto al futuro.
Ed è forse questa la notizia migliore. Perché costruire una squadra significa anche saper dosare esperienza, investimenti e prospettiva. Ramos è oggi. Camarda e Kostic domani. Amorim dovrà trovare il giusto equilibrio, ma la sensazione è che, dopo tanto tempo, il Milan abbia finalmente iniziato a costruire il proprio attacco seguendo una visione precisa e non soltanto le occasioni di mercato. E in un calcio dove troppo spesso si rincorre l’emergenza, avere un piano è già un ottimo punto di partenza. Per provare finalmente a scongiurare quella forsennata ricerca del bomber che sta accompagnando il Milan da ormai tanto, troppo tempo.



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