Non conferma un duello, ma questa volta non si tira indietro. È diverso l’approccio avuto oggi in conferenza stampa da Massimiliano Allegri nei confronti della lotta scudetto rispetto a quello avuto finora.
In fondo, è coerente con quanto ha sempre detto che si può riassumere così: “Arriviamo a marzo, poi si vedrà in quale posizione saremo e per cosa potremo lottare“. Marzo è oramai alle porte, il momento è decisivo e anche il tecnico toscano ha calato la maschera.
Allegri non dribbla più
Il mantra dell’allenatore livornese è sempre stato chiaro. Il ritorno in Champions League è l’obiettivo finale del Milan in questa stagione e la squadra non deve mai perdere la concentrazione. Poi ci sono tanti modi per raggiungerlo: piazzandosi al terzo o quarto posto, al secondo lottando per qualcosa in più o… al primo.
Ed era attraverso questo mantra che dribblava sempre ogni tipo di domanda sulle possibilità scudetto della sua squadra. Lo ha fatto fino a oggi quando, ad una riflessione sollevata sul tema, ha risposto così: «L’Inter sta viaggiando forte, ha 61 punti, e con una media di 2 punti a partita supererebbe i 90 a fine stagione. Noi per arrivare a 90 dobbiamo fare 36 punti, su 13 partite sono 12 vittorie e una sconfitta, questa è matematica. Se poi l’Inter casca di sotto e noi non siamo bravi a sfruttare il loro errore allora la responsabilità è nostra, ma in questo momento i favoriti per il campionato sono loro».
Per la prima volta Allegri ha aperto, seppur in circostanze improbabili, all’ipotesi di lottare per qualcosa di più del solito piazzamento Champions. Per la prima volta non ha risposto ad una domanda sullo scudetto parlando di Champions League, bensì riflettendo sui numeri necessari per conquistare il tricolore. È un Allegri in parte diverso che si era già manifestato nella rabbia post Milan-Como, come abbiamo analizzato in questi giorni. Ora è iniziata la fase 2.
Fase 2: la pressione
La strategia del tecnico toscano sembra essersi spostata sugli avversari e sul tentativo di mettere loro pressione, in quanto chiari favoriti. Dalle sue parole si percepisce l’idea che, oramai, solo loro possono perdere questo scudetto. Una pressione a cui ha risposto immediatamente l’Inter con lo 0-2 di Lecce e un +10 importante in classifica, seppur con una partita in più.
Allegri vuole togliere aspettative e liberare la sua squadra per tentare, ora sì, il colpo grosso. E lui sa che per farlo servirebbe una grande mano altrui con un crollo che avrebbe del sorprendente vista come si è sviluppata per ora la stagione. Spartiacque, qualora il distacco rimanesse invariato rispetto ad inizio giornata, sarà il derby: apoteosi nerazzurra o speranza rossonera, non c’è via d’uscita.



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