Allegri furioso in Milan-Como: segnale scudetto e non semplice corsa Champions

Il finale di MilanComo ha forse mostrato a tutti i veri piani di Massimiliano Allegri? Il nervosismo era alle stelle, il risultato delicato, e i tre punti in palio era quasi necessari per i rossoneri: un mix di cose che ha scoperchiato il vaso di Pandora della gara, portando all’espulsione di Allegri, appunto, e del team manager lariano, protagonisti di un acceso battibecco a bordo campo.

Allegri, nervosismo… da vertice?

Eppure, se davvero l’obbiettivo fosse solo il quarto posto, che motivo aveva l’allenatore rossonero di essere così nervoso? Per la corsa alla Champions League il pareggio regalava un punto d’oro contro una diretta concorrente, Napoli e Roma hanno rallentato, così come la Juventus, e ancora una volta la sconfitta è stata evitata. La classifica vede chiaramente l’Inter primo a 61, il Milan secondo a 54, a seguire Napoli a 50, Roma a 47 e Juventus a 46: ben 8 punti di distacco dal quinto posto dovrebbero concedere quantomeno un pò di tranquillità.

Tranquillità, come detto, assente però, sia in campo che nelle panchine. Il Milan non ha dato in alcun modo l’impressione di essere una squadra che si accontentava del pareggio, dopo aver segnato il gol dell’1-1, i rossoneri hanno cercato il massimo sforzo per poterla vincere, ma non è bastato.

Milan: Massimiliano Allegri (Photo Credit: Marco Canoniero / Shutterstock via IPA Agency)
Milan: Massimiliano Allegri (Photo Credit: Marco Canoniero / Shutterstock via IPA Agency)

I cambi non hanno dato quella marcia in più che sarebbe servita: Saelemaekers ha aggiunto qualità in mezzo al campo rispetto ad Athekame, ma ha anche rischiato di farsi espellere nel giro di pochi minuti; Fofana si è visto più di Ricci, ma si è divorato un gol “facile“; Gabbia, cambio obbligato per l’infortunio di Pavlovic; Fullkrug e Pulisic non hanno dato il loro contributo come forse ci si sarebbe aspettato, poche idee ed eseguite male.

Milan, contro il Como hai perso un’occasione?

Se contro la Roma, quindi, Allegri si era preso il pareggio ben volentieri, questa volta così non è stato. Certo, l’intrusione in campo di Fabregas a contatto con Saelemaekers a palla in gioco non ha fatto raffreddare gli animi, ma il nervosismo aleggiava nell’aria già da un pò: dal gol del pareggio di Leao. Il tecnico rossonero aveva capito subito che bisognava spingere e cercare immediatamente il gol del raddoppio, bisognava forzare (cosa non fatta contro i giallorossi) e quel colpo di testa di Fofana a porta spalancata… grida ancora vendetta.

Detto questo, tutti conoscono Allegri e tutti sapevano che nascondersi dietro il quarto posto era solo una tecnica comunicativa: chi gioca nel Milan deve farlo per vincere e guai a non avere obbiettivi di vittoria. Il nervosismo finale, quindi, è una sorta di “uscita allo scoperto” dei veri piani rossoneri? La pressione di questa partita era tanta, con i cugini a +8 non vincere avrebbe potuto significare la fine di un sogno che, nello spogliatoio rossonero, custodiscono gelosamente.

Crederci finché è possibile

Ma la fine non può essere, nel calcio – come nello sport in generale – tutto si può ribaltare nel giro di una settimana, tutto sta nel crederci finché è aritmeticamente possibile. E Allegri ci crede, ci crede eccome, lui come tutto il club, e in campo si sente. Tomori, per fare un esempio, ha lasciato mercoledì sera il campo completamente stremato, consapevole di aver fatto tutto e anche di più per portare a casa quei tre punti.

Non è bastato, no… ma guai a pensare che sia finita e guai a tirare i remi in barca e se l’atteggiamento è questo, si può ben sperare: 13 partite sono tante e i 39 punti in palio consentono a chiunque ancora di sognare. Arrendersi a febbraio non è concepito, e Allegri – tra le righe – lo sta facendo capire a tutti.

Milan-Lazio: l’arbitro Giuseppe Collu espelle Massimiliano Allegri (Photo Credit: Fabrizio Carabelli / IPA Sport / IPA via IPA Agency)
Milan-Lazio: l’arbitro Giuseppe Collu espelle Massimiliano Allegri (Photo Credit: Fabrizio Carabelli / IPA Sport / IPA via IPA Agency)

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