Verso Milan-Parma, Allegri in conferenza: «Pavlovic a disposizione, anche Pulisic sta bene. Poniamoci l’obiettivo dei 60 punti…»

Alla vigilia di Milan-Parma, 26a giornata di Serie A in programma a San Siro domenica 22 febbraio alle ore 18.00, l’allenatore rossonero Massimiliano Allegri ha parlato in conferenza stampa.

Milan-Parma, la conferenza stampa di Allegri

«Più avanti andiamo più le partite sono importanti, mancano 13 partite fino alla fine della stagione. Ci sono 39 punti e speriamo di farne il più possibile. Non parliamo più di ciò che è stato, il Parma è una buona squadra, ha vinto tre trasferte, ha pareggiato a Napoli, difensivamente sono molto bravi. Sono bravi anche sulle palle inattive e sulle seconde palle. Bisognerà fare una partita ordinata.

Stanno tutti bene, anche Pavlovic è a disposizione rispetto a come pensavamo prima. Pulisic sta meglio. Avere tutti a disposizione è importante perché i cambi determinano le partite. Domani bisognerà fare una partita molto buona per portare a casa i tre punti. 

Modric? Nessuno si aspettava potesse giocare così tanto, speriamo possa continuare a farlo. Non ci sono parole per descrivere un giocatore come Luka, io mi emoziono quando parlo di lui. È un esempio per tutti, è meraviglioso.

Nervosismo post Como? Il campionato è ancora lungo, ci sono tanti punti, noi dobbiamo fare il nostro dovere. Quello che mi dispiace è non essere in panchina, non commento, passiamo oltre. Per noi queste due partite saranno importanti come lo sarà il derby e poi tutte le altre fino al raggiungimento dell’obiettivo. 

L’Inter sta viaggiando forte, ha 61 punti, e con una media di 2 punti a partita supererebbe i 90 a fine stagione. Noi per arrivare a 90 dobbiamo fare 36 punti, su 13 partite sono 12 vittorie e una sconfitta, questa è matematica. Se poi l’Inter casca di sotto e noi non siamo bravi a sfruttare il loro errore allora la responsabilità è nostra, ma in questo momento i favoriti per il campionato sono loro.

Fabregas? Finché non ci sarà la prova tv non si potrà fare nulla. Se queste cose che succedono saranno prese come opportunità va bene – e non parlo solo di Fabregas -, vanno sempre viste come opportunità di crescita, se non accade questo non dobbiamo lamentarci che rimaniamo indietro. Però bisogna prendere delle decisioni. Ma comunque parliamo della partita che è meglio. 

VAR a chiamata? Così su due piedi è difficile dire cosa bisogna fare e cosa non bisogna fare. Io ho sempre detto che sull’oggettività non si deve sbagliare. Sulla soggettività ci saranno sempre decisioni che accontentano uno e scontentano un altro. Sull’utilizzo del VAR si possono migliorare tante cose, ma ci penseranno loro e lo faranno nel migliore dei modi. Sono tanti anni che c’è ma ancora non è sufficiente, ci vorrà ancora tempo. 

Jashari? Sono molto contento, nell’ultimo periodo è cresciuto così come Odogu, che non sta giocando, De Winter e Athekame. La società ha lavorato bene nel mercato estivo facendo un mix di giocatori, acquisti e rinnovi. Quando arrivi al Milan sembra tutto facile ma ci vuole un po’ di adattamento e i ragazzi lo stanno facendo nel migliore dei modi. 

Rimonta scudetto? C’è solo una cosa che possiamo fare: noi un filotto di vittorie e loro un filotto di pareggi. Si può fare? Nel calcio si può fare tutto ma non perdiamo di vista il nostro obiettivo che è la Champions. 

Io credo che, a parte in episodi dove c’è più tensione, la nostra panchina si comporta in modo corretto ed educato per far sì che gli arbitri possano arbitrare bene. Poi capita, come mercoledì, che anche io mi altero, sono umano anche io, quindi succedono queste cose. La mia indicazione per la panchina è che bisogna avere un comportamento corretto. 

Soluzioni tattiche nuove? Ultimamente in casa abbiamo giocato poco, forse dopo un paio di mesi. I numeri dicono questo. Speriamo che fino alla fine del campionato vinceremo più partite in casa. Poi cambiano le caratteristiche. Abbiamo solo un centravanti fisico, Fullkrug, quindi o me lo gioco prima o me lo gioco dopo. Leao lo sta facendo bene. Magari fa meno giocate ma è più concreto e utile alla squadra dando meno nell’occhio sull’aspetto estetico. Ha fatto 8 gol giocando poco e in condizioni non ottimali, così come Pulisic. Nella migliore condizione, a fine stagione, ci daranno una grande mano. 

Mezzali? È una questione di tempo e inserimento, se entri in modo giusto fai gol, se entri prima o dopo non lo fai. Rabiot già era abituato, Fofana e Loftus giocavano in un altro ruolo. Ricci? L’altro giorno non stava benissimo, abbiamo avuto problemi di virus e intestinali in settimana. Anche Tomori non era al meglio. Ringrazio i ragazzi per la partita che hanno fatto. 

Le cose che sono successe non si possono cambiare. Ho raccomandato alla squadra di pensare alle cose da fare, ovvero vincere le partite per cercare di arrivare all’obiettivo. Le robe politiche e societarie non ci riguardano. In queste fase della stagione c’è più pressione perché i primi quattro posti per la Champions sono fondamentali in ottica economica. Non dobbiamo dispendere energie al di fuori di quello che c’è di tecnico e tattico. I dirigenti pensano ad altre cose, noi dobbiamo concentrarci solo sul campo. Domani è una partita importante che vale 3 punti, dobbiamo tornare alla vittoria in casa. Mettiamoci un obiettivo, prima della Champions, 60 punti. Bisogna avere micro obiettivi per arrivare poi al macro obiettivo. 

Più alto è il livello dei giocatori più hanno una capacità di apprendimento alto. Modric ha 40 anni, anche Rabiot è cresciuto tanto ed è molto più forte di quando era alla Juventus. Poi ognuno ha delle caratteristiche diverse, ma partiamo dal presupposto che i giocatori non vanno ingabbiati, soprattutto quelli di talento. 

Milan matematicamente in Champions? 8 punti non sono tanti, mancano tante partite e abbiamo quattro scontri diretti contro Napoli, Atalanta, Juventus e anche Inter, sono tanti su 13 partite. Manteniamo il profilo basso, cerchiamo di fare punti domani e poi vediamo.

Loftus-Cheek? La sua posizione è quella da incursore, ha avuto tante occasioni durante la stagione, poteva aver già fatto 7-8 gol. Mercoledì non ha giocato perché ha avuto un virus che lo ha tenuto fuori. 

Come si gestisce la pressione? Pensiamo solo a quello che bisogna fare e ci concentriamo solo su questo. 

Pavlovic mi fa arrabbiare sui controlli della palla ma è un giocatore che mi piace molto perché mette tutto quello che ha in campo. Mi piace però soprattutto anche come ragazzo.

Cosa dico ai tifosi? Chiedo, come da inizio stagione, di continuare a starci vicino perché tutti insieme possiamo arrivare al nostro obiettivo. 

Io credo che per noi, come per tutte le squadre, bisogna ottenere i risultati attraverso le prestazioni. Abbiamo fatto buone partite e potevamo farne altre meglio. Abbiamo avuto i giocatori più tecnici, soprattutto davanti, sempre fuori. La nostra è una squadra che conosce i propri limiti. Giocare in Serie A è bellissimo ma l’anno prossimo dobbiamo giocare in Champions League».

Milan: Massimiliano Allegri - MilanPress, robe dell'altro diavolo
Milan: Massimiliano Allegri – MilanPress, robe dell’altro diavolo

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