Braccio sì, braccio no, braccio forse. Il nuovo scandalo scommesse che ha travolto la Serie A è riuscito nell’impresa di distogliere le attenzioni dal caso Pulisic e il presunto fallo di mano sul gol da tre punti contro il Genoa. Sì perché nonostante duecento frame diversi e trecento ingrandimenti macroscopici non riescano a chiarire del tutto se lo statunitense tocchi effettivamente la palla con la parte alta del braccio, la macchina del fango si è subito messa in azione e ad altissimi livelli.
Il gol di Pulisic e quello di Udogie
Un fallo di mano “netto” visto solo da menti evidentemente annebbiate ma totalmente serafiche quando a subire un gol di mano (quello sì molto più netto) da Udogie era stato proprio il Milan, in quell’1-1 contro l’Udinese che curiosamente non scandalizzò nessuno. Indimenticabili le dichiarazioni di Pierpaolo Marino, che difendeva l’assoluta regolarità del gol, così come tanti commenti degli addetti ai lavori e persino di qualche tifoso milanista-masochista secondo cui l’episodio altro non era che la giusta punizione per una partita giocata non bene dai rossoneri.

La narrazione fantasiosa
Nessuno scandalo, nessuna indignazione. Come accade con gli episodi a favore di una certa squadra, che oggi chiede parità di trattamento mediatico e arbitrale. Evidentemente i 10 gialli in 8 giornate – squadra con meno ammonizioni dell’intero campionato – sono considerati un’eccessiva punizione rispetto ai 20 collezionati dal Milan, a cui si aggiungono due cartellini rossi: la squadra più “cattiva” della Serie A come ben dimostrato dalla ferocia dei Pioli Boys, paragonabile a quella dei Detroit Pistons di fine anni ’80-inizio anni ’90.
Gol di Pulisic e polemiche: il silenzio è la scelta giusta?
Sull’argomento la società di via Aldo Rossi ha scelto la via del silenzio, per non tradire uno stile assolutamente rispettabile. Arriva però un momento in cui la misura è colma e di fronte allo starnazzare di certi soggetti, una presa di posizione più dura e determinata male non farebbe.

