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Genoa – Milan: il parole del presidente Zangrillo alla prova dei fatti

Il post partita di Genoa – Milan è stato infuocato a causa delle prevedibili proteste dei rossoblù che in realtà non si sono fermate a contestare la prestazione della squadra arbitrale, compresi gli elementi siti in Lissone, in sala Var, ma un po’ tutto il sistema calcio con la dichiarazione secondo cui, ancora una volta davanti all’evidenza di irregolarità ai danni del Genoa, l’obiettivo, raggiunto, sia stato quello favorire i cosiddetti potenti del calcio.

Il Professor Alberto Zangrillo, ha legittimato l’alzata di scudi facendosi, in qualità di presidente della società, portavoce del malcontento. Facciamo una premessa: molto probabilmente Pulisic stoppa il pallone con l’avambraccio. Anche se non vi è certezza, a giudicare dalle immagini le probabilità sono piuttosto alte.

 

Cosa dice il regolamento?

Per la maggior parte degli opinionisti è stato applicato il regolamento che dispone che, qualora i replay non sbroglino con certezza la matassa, su tutto vige la decisione dell’arbitro, che sul campo ha convalidato la rete. In tutto questo però non si tiene conto che siamo di fronte a un giudizio non arbitrale, bensì arbitrario e che in quanto tale è soggettivo e opinabile.

Chi, infatti, può escludere che un altro arbitro, deputato a visionare l’azione incriminata al Var, avrebbe potuto ritenere sufficiente quanto mostrato dalle telecamere lungo i bordi del campo, nelle più svariate inquadrature, decretando nulla la prodezza di Pulisic? Basta interpellare un qualunque genoano, o interista, per averne conferma. E nonostante siano posizioni assolutamente di parte, non sono agevolmente confutabili, anzi.

 

Un responso difficile

Quindi, siamo di fronte a un errore arbitrale? Difficile dirlo, in assoluto. Alcuni pensano di si, ma anche qualora fosse così, è stato assolutamente fuori luogo aizzare i cani contro il Palazzo, colpevole, come non troppo velatamente si è tentato di far intendere nel dopo partita di Marassi, di aver ancora una volta danneggiato una squadra con ambizioni di medio bassa classifica, premiando l’orco cattivo della grande città che può contare sui favori delle ex casacche nere.

Detto che non esprimiamo giudizi su quanto possa essere accaduto in precedenza alla squadra di Gilardino per quanto concerne le decisioni dei direttori di gara, ci occupiamo invece di quanto è accaduto al Milan in tempi recenti, per dimostrare che non ci sono copioni o spartiti da seguire, ma semplicemente degli errori arbitrali, passi falsi compiuti da uomini che come tali sono fallibili.

 

Milan – Spezia 1-2

Escludendo tutto quanto accade comunemente ogni domenica, tra falli da rigore o presunti tali, mancate ammonizioni o frettolose espulsioni, ci soffermiamo su un paio episodi clamorosi ai danni dei rossoneri, accaduti non solo nella stessa stagione, la 2021/22, quella dell’ultimo titolo tricolore, ma persino a pochissime settimane di distanza.

Il 17 gennaio arriva a San Siro lo Spezia. La squadra di Pioli sta contendendo lo scudetto ai cugini dell’Inter, la sfida non è ancora un duello punto a punto, come diverrà di li a poco, ma il Milan non vuole e non può nasconde le proprie ambizioni di rimonta. La partita coi liguri non è semplice. Dapprima Theo Hernandez fallisce un rigore poi al vantaggio di Leao, siglato nel recupero del primo tempo, risponde Agudelo che nella ripresa pareggia.

Quando mancano pochi minuti al fischio finale, Rebic porta palla fino al limite dell’area e tocca per  Junior Messias, libero come l’aria, che realizza di interno sinistro il gol del nuovo vantaggio. Il problema è che il debuttante arbitro Serra ha fermato il gioco, fischiando il fallo subito dall’attaccante croato proprio nell’istante in cui passa la palla al compagno. Il gol di fatto non è mai esistito. Per aggiungere la beffa al danno, sul ribaltamento di fronte gli spezzini segnano la rete della vittoria, agendo di rimessa.

 

Milan – Udinese 1-1

Poco più di un mese più tardi, il 25 febbraio si replica. L’episodio, in qualche modo è simile a quello di Genova dello scorso sabato. Il Milan conduce 1-0 sull’Udinese, ed è sempre di Leao il gol che sblocca l’incontro. Nella ripresa, sugli sviluppi di una rimessa laterale, la palla giunge a Deulofeu il cui tiro viene ribattuto da Calabria. Pereyra rovescia di prima intenzione il pallone al centro dell’area piccola, dove sopraggiunge Udogie che devia in rete la sfera colpendola, con tutta probabilità, con la mano sinistra. Anche in questo caso l’immagine non chiarisce al cento per cento, seppure la dinamica appaia evidente.

Due episodi che nel contesto della stagione avrebbero potuto inficiare gravemente l’esito ultimo del campionato, visto che il conteggio sono svaniti la bellezza di 5 punti. Così, fortunatamente, non è stato ma è difficile a fronte di quanto appena descritto sostenere la teoria che il Milan sia particolarmente simpatico o addirittura gradito alle alte sfere del governo del pallone nostrano.

Quindi, che peso dare alle dichiarazioni di Zangrillo? Certamente uno sfogo, prima di tutto. Ma anche una mossa politica. Perché se è in parte vero che davanti alle tv ha preferito andare lui per evitare che mister Gilardino fosse passibile di squalifica, a fronte di eventuali dichiarazioni rabbiose rilasciate a caldo è stato soprattutto per lanciare un messaggio di un certo pesi specifico a chi di dovere, che ha parlato il presidente del Grifone: c’è una cambiale che il Genoa intende incassare, nel prossimo futuro.

Maignan Genoa-Milan
Maignan Genoa-Milan

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