Alzino la mano i tifosi del Milan che venerdì sera, dopo l’1-1 del Pisa, hanno visto passare, davanti ai propri occhi e nella propria mente, un chiaro scenario di psicodramma, di quelli che ti portano a perdere quattro punti (se non cinque) su sei contro la squadra meno attrezzata del campionato. Ecco, siamo in tanti, vero? Alla Cetilar Arena, nel freddo anticipo del venerdì che poco aggrada a tifosi e allenatori, il Diavolo ha cominciato male la partita, è andato in gol alla prima occasione creata, ma poi non è riuscito a chiudere il match ed ha finito per rimettere in gioco avversari di caratura tecnica decisamente inferiore.
Il tutto prima che Luka Modric, da autentico fuoriclasse qual è, decidesse di vincerla praticamente da solo, con una giocata che non ci si aspetta da un regista, men che meno da uno che sulla carta di identità recita 40 anni suonati. Eppure, ancora una volta, il Diavolo ha dimostrato di essere una squadra che non si rassegna ad accettare i propri limiti, combattendo contro di essi fino al fischio finale. Quei limiti che, infatti, non hanno impedito di inanellare il ventitreesimo risultato utile consecutivo e di vincere un’altra partita con un gol decisivo nel finale.
Corsa Scudetto, il Milan è l’unica rivale dell’Inter?
Dunque, classifica alla mano, ad oggi sembra esserci una sola squadra in grado quantomeno di provare a frenare la corsa dell’Inter e a proporsi come alternativa allo Scudetto numero ventuno della truppa di Cristian Chivu. Che resta – è bene ribadirlo, come ha fatto più volte lo stesso Allegri – la favorita a succedere al Napoli nell’albo d’oro. E’ vero: il Milan gioca una sola competizione, ma è meno completo a livello di rosa rispetto ai nerazzurri e da settimane ha alcuni dei suoi calciatori migliori in condizioni precarie.
Chris Pulisic e Rafa Leao, su tutti, non sono praticamente stati quasi mai al massimo, come dimostra il fatto che hanno giocato rispettivamente solo il 41% e il 51% dei minuti totali in stagione. Tanto che, anche in terra toscana, Allegri ha dovuto “arrangiarsi” con Nkunku prima punta e Loftus-Cheek alle sue spalle, e far entrare come primo rinforzo Füllkrug, che si è inserito bene ed in fretta, ma ieri ha sbagliato il rigore che avrebbe chiuso la contesa.
Insomma, nonostante tutte le difficoltà e un calendario molto poco benevolo, il Diavolo deve provare a restare attaccato il più possibile all’Inter, nonostante soprattutto lo schifo – ci sia permesso di usare questo termine – a cui il mondo ha dovuto assistere ieri sera a San Siro, con l’assurda espulsione comminata a Kalulu che ha indirizzato una partita che la Juventus, in undici contro undici, difficilmente avrebbe perso.
La stanchezza farà la differenza fino al derby? Ecco cosa dice il calendario
Nonostante predichi calma e individui la qualificazione alla Champions League come vero obiettivo stagionale, Allegri proverà fino alla fine a fungere da guastafeste, ed in tal senso è inevitabile che la data segnata col circoletto rosso sul calendario è quella di domenica 8 marzo (che potrebbe diventare sabato 7 in caso di anticipo), quando si giocherà il derby e il Milan potrebbe bissare il successo dell’andata. Da qui a quella data, il Milan avrà di fronte il Como nel recupero, poi il Parma ed infine la Cremonese.
L’Inter affronterà la trasferta a Lecce e il Genoa in casa, con in mezzo il doppio playoff di Champions League contro il Bodo Glimt e la semifinale d’andata di Coppa Italia con il Como. Influirà la stanchezza anche su una rosa ampia come quella di Chivu? Probabilmente sì, ed è per questo che il Milan dovrà stare attaccato con le unghie e con i denti alla lotta per lo scudetto. Anche se una penna pare aver già scritto il finale di questo campionato…



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