Pioli: “La mia squadra deve comandare il gioco. Ecco perchè ho cambiato modulo al Milan”

L’edizione odierna della Gazzetta dello Sport ha raccolto alcune considerazioni del tecnico del Milan, Stefano Pioli, che ha tenuto una video-lezione sul portale MyAiac, la piattaforma dell’associazione italiana allenatori: “La mia squadra deve giocare un calcio che condizioni e che non si faccia condizionare. Il cambio di modulo durante la stagione in corso? Con il 4-3-3 abbiamo giocato ottime partite, comandando il gioco come vogliamo
fare. Ma un certo punto è mancata qualità nei giocatori esterni, non avevamo la possibilità di avere uno contro uno positivi. E poi l’arrivo di un giocatore di peso offensivo come Ibrahimovic mi ha portato a cambiare situazione e passare al 4-2-3-1. Nessun sistema ti garantisce la vittoria ma sfruttare al meglio le caratteristiche dei giocatori è molto importante per ogni allenatore. Rebic? E’ tornato dalla sosta natalizia in condizioni mentali e fisiche eccellenti“.


Sul contributo di Ibrahimovic sui calci piazzati e sull’organizzazione della squadra: “Metto Zlatan, che vince praticamente tutti i duelli, sulla prima linea, quella più vicina al portiere, all’altezza del primo palo. Io e il mio staff intendiamo impegnarci a creare un metodo di lavoro che permetta ai giocatori di assimilare più conoscenze e competenze possibili e di inserirle all’interno di un’organizzazione di gioco, dove il singolo talento viene avvalorato”.

Condividi

Più letti

Leggi anche
Milanpress

Milan: il rebus Leão continua: le sue parole non sciolgono i dubbi sul suo futuro

In un momento di grande confusione e totale instabilità...

Il mese dei no: il Milan sta vivendo un periodo di rifiuti dal 25 maggio ad oggi

SportMediaset, attraverso il proprio sito, ha riassunto un mese...

Il Milan e i casi spinosi: da Leao a Maignan tanti dubbi da risolvere

Il Milan oltre al caos dirigenti si trova ad...

Milan, che si fa senza Krösche e Hardung? Le alternative secondo i quotidiani

Ieri per il Milan è arrivata una doccia fredda:...