La notte più attesa per il Milan: il Diavolo può diventare gigante

Il Milan è tornato a giocare una semifinale di Champions League dopo tantissimi anni:  domani tutti, nessuno escluso, saranno davanti al televisore o dentro San Siro per spingere una squadra che è tornata tra le più grandi d’Europa dopo anni di delusione. Per spingere una squadra ad una rimonta che sarebbe clamorosa.

Già perché nonostante la batosta presa all’andata, giocare una semifinale di Champions sa di rivincita, una rivincita dei rossoneri che ci son sempre stati, di quelli che continuavano ad andare in curva o sugli spalti del Meazza pur sapendo delle difficoltà enormi della propria squadra. Tra cessioni di società e calciatori spesso e volentieri ben al di sotto della caratura del Milan.

Una semifinale, contro gli acerrimi cugini dell’Inter, che arriva nel momento clou della stagione e che potrebbe regalare ai milioni di tifosi, e ai migliaia di rossoneri che saranno allo stadio domani sera, un pizzico di spensieratezza dopo mesi difficili e complicati, con una classifica in campionato che non sorride affatto. Una semifinale da godersi qualunque cosa accada. Dopo mesi in cui è stato digerito di tutto, il Diavolo può e deve assolutamente credere nella rimonta.

Dalle prime difficoltà nel girone, a quelle in campionato. Dopo due anni vissuti nelle montagne russe tra una qualificazione in Champions all’ultima giornata ed uno scudetto vinto 365 giorni dopo. Il gruppo rossonero ne ha passate di ogni. E di sicuro non sarà facile neanche domani. Non sarà facile giocare in un San Siro colorato di nerazzurro. Ma il fuoco che arde nei tifosi, che brucia nel cuore di chi difende la gloriosa storia del Milan, può – senza ombra di dubbio – essere l’arma in più. Il dodicesimo uomo in campo.

Pioli ritroverà Leao che dovrà caricarsi in spalla tutta la storia rossonera e portarla in campo. Tutte le pressioni e le delusioni dell’ultimo decennio e convertirle. Servirà tutto. Servirà tutto al Milan, per far diventare una notte, La Notte più importante. In attesa poi, di volare – chissà – a Istanbul.

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