Resistenza alle lotte di potere: la differenza tra Allegri e i suoi predecessori

Siamo a novanta minuti dalla fine di una stagione complicata, ma che può riportare il Milan in Champions League dopo un anno lontano dalle coppe. L’ingresso tra le grandi del panorama europeo significa tanto, tantissimo: prima di tutto centrare l’obiettivo di cui si è parlato fin dall’inizio, quello di chiudere tra le prime quattro. Elemento indispensabile per arrivare all’altro punto: garantirsi le risorse economiche necessarie per costruire il Milan che verrà, provando a restare competitivo ad alti livelli.

I soliti drammi

Eppure, nonostante un anno d’esperienza – negativa – alle spalle, alcuni errori in casa Milan sembrano ripetersi. Troppe figure decisionali, troppe voci, troppi “equilibri” interni mai realmente definiti. Le tensioni societarie e l’incapacità di chiarire in anticipo ruoli e responsabilità hanno rischiato – e forse rischiano ancora – di pesare sul percorso del Milan.

Milanello: Gerry Cardinale, Giorgio Furlani, Igli Tare, Zlatan Ibrahimovic (Photo Credit: AC Milan)
Milanello: Gerry Cardinale, Giorgio Furlani, Igli Tare, Zlatan Ibrahimovic (Photo Credit: AC Milan)

Ed è proprio qui che emerge la differenza tra la gestione di Allegri e quella dei suoi predecessori, Fonseca e Conceicao, i primi a ritrovarsi travolti da certe dinamiche. La distanza si vede soprattutto nelle ultime settimane: Max – che ha senz’altro evidenti responsabilità dal punto di vista tecnico – ha avuto il merito di capire come isolare sé stesso e la squadra dal rumore esterno, e a confermarlo sono stati gli stessi giocatori subito dopo Genoa-Milan.

Allontanare le voci

Allontanare voci, tensioni e paure, compattare il gruppo e massimizzare nei momenti più delicati: è questa la qualità che Allegri ha saputo portare dentro un ambiente che, ancora oggi, resta fragile sotto tanti aspetti.

Salvo clamorosi colpi di scena, il Milan ritroverà la Champions League. Poi arriverà il momento più importante: costruire davvero il futuro. Per farlo servirà però una direzione chiara, evitando quei continui cambi di rotta che nelle ultime annate hanno finito troppo spesso per confondere tutto e tutti. È forse proprio questa la più grande missione che Allegri può portare a termine per costruire davvero il suo Milan.

Milan: Massimiliano Allegri (Photo Credit: Marco Canoniero / Shutterstock via IPA Agency)
Milan: Massimiliano Allegri (Photo Credit: Marco Canoniero / Shutterstock via IPA Agency)

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