Il centravanti del Milan Christopher Nkunku ha rilasciato una lunga intervista a La Gazzetta dello Sport per parlare dei suoi primi mesi rossoneri. Di seguito le parole di Nkunku.
Se la doppietta all’Hellas è stata la svolta per lui
«Onestamente mi hanno reso molto felice, però il mio obiettivo era ed è essere in buona condizione».
Su quanto ha influito la mancata preparazione estiva
«Tantissimo. È come se un giornalista facesse un’intervista senza preparare le domande… Per me è stato difficile perché non avevo mai saltato una preparazione e la prossima estate farò di tutto perché non accada di nuovo: se non prendi parte al precampionato, non hai a disposizione 4-5 amichevoli per trovare la forma».
Su quanto ha sofferto per il digiuno di gol in Serie A
«Ho cercato di restare calmo perché conosco la mia qualità e sapevo che le reti sarebbero arrivate: era solo una questione di tempo e di condizione. Se giochi in attacco, devi segnare perché è il tuo lavoro. Credo comunque di aver aiutato la squadra in altri modi, ma se fai un assist o un gol… è più evidente. La cosa più importante comunque è vincere e fare quello che chiede Allegri».
Su Allegri, che gli aveva detto di sorridere di più
«Quando il mister dice qualcosa, devi farla tua perché ha tanta esperienza. In quel momento, più che sorridere, stavo nel mio mondo per cercare di essere pronto. Però sì, quando sorridi e vedi le cose in modo positivo, tutto cambia».
Se si sente già al 100%
«Mi sento meglio rispetto all’inizio perché dopo la doppietta al Verona e un paio di incontri saltati per un problema alla caviglia, ho potuto giocare qualche gara di fila da titolare e questo mi ha aiutato. Obiettivo di gol? Non parliamo di numeri. lo ho sempre l’obiettivo di sfruttare le occasioni che ho per segnare: se ne ho 10-12, il mio focus è fare 10-12 gol. Per riuscirci devo continuare ad adattarmi al campionato che è diverso dagli altri in cui ho giocato».
Sul perché a gennaio è voluito restare
«Non ho mai pensato di andare via, questo è il punto. Il mio agente non mi ha parlato di offerte e quindi per me erano solo voci. E poi lui mi conosce bene: non gli ho chiesto di cercare altro o di ‘aprire’ ad altri club, perché volevo solo essere pronto a rendere qui al Milan».
Se coi compagni francesi parla di Mondiali
«Non molto, perché ora ci concentriamo tutti sul vincere qui al Milan. Il Mondiale arriverà tra tre o quattro mesi e, se renderemo al massimo nel club, avremo più possibilità di essere convocati».
Su Rabiot, che l’ha incoraggiato dopo il gol di Loftus col Bologna
«Non lo ha fatto perché siamo francesi: qua al Milan tutti si aiutano a vicenda. Siamo un gruppo davvero unito. Adrien nella sua miglior versione? Io l’ho sempre conosciuto forte così. Ora forse è solo un po’ più decisivo. Anche perché Allegri lo vuole più offensivo, mentre prima giocava più “basso”. Adrien ha un tiro fenomenale e corre tantissimo. Penso possa giocare 90 minuti ogni giorno perché non è mai stanco. Ed è nel picco della carriera, tra i 29 e i 31 anni. Non ha limiti: spinge sempre, in campo e fuori. È una bestia».
Sul perché ha scelto il Milan
«Semplice: se ti chiama il Milan, che per me è il club più grande d’Italia, il 90% del lavoro è già fatto. In più ho capito che la società vuole vincere titoli e questo è anche il mio obiettivo: ho avuto la possibilità di alzare trofei ovunque sono stato e voglio farlo anche qui, in un club che è nato per vincere».
Su Ibrahimovic giocatore e dirigente
«Ora lo vedo in giacca, prima con le scarpe da calcio. Per il resto non cambia molto: ha sempre il suo carattere e la sua voglia di vincere. Ricordo che una volta in allenamento ho fatto un errore e la mia squadra, dove c’era pure lui, ha perso la partitella. Non mi ha detto niente a caldo, ma il giorno della partita di campionato, nello spogliatoio, Ibra mi ha chiamato: “Abbiamo perso. Mai più”».
Su chi vince tra lui e Maignan in una sfida a rigori
«Direi 50 e 50. Mike ci ha aiutato a fare tanti punti. Ha una grande leadership e nello spogliatoio, quando apre bocca, tutti ascoltano: parla sempre per il bene della squadra. Da vero capitano. Non potevamo dirgli “resta, resta”, ma ora che ha rinnovato il contratto siamo più tranquilli: è una cosa buona per il club che rimanga».
Su Modric
«Luka è super: ha una qualità unica e fa dei lanci di esterno pazzeschi. Se ci provo io, mi si sposta l’anca… Incredibile abbia 40 anni, ma può giocare fino a 45-46».
Su chi è più veloce tra Nkunku e Leao
«Sulle distanze lunghe forse Rafa; sulle più corte, forse io».
Se pensa allo scudetto
«Il nostro obiettivo è arrivare tra le prime quattro e andare in Champions. Adesso però pensiamo partita dopo partita e alla fine vedremo dove possiamo arrivare. Abbiamo anche il derby, un match speciale. Risposta allegriana? (ride) Ma l’obiettivo è questo».



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