6 per sempre, e sempre lo sarai. Oggi il mondo del calcio si unisce in un lutto che parte da Milano e si allarga in tutto il pianeta, passando per ogni categoria. Franco Baresi non era solo un difensore, era il difensore. Da tantissimi riconosciuto come il più forte di tutti i tempi, da molti visto come un maestro e un esempio. Ma che esempio.
Franco Baresi ci ha lasciato all’età di 66 anni, dopo aver combattuto contro un nodulo polmonare che gli è stato fatale. La persona non ci sarà più, ma certamente rimangono l’ideale e la voglia di Milan, che non sono mai venuti meno, nemmeno nei momenti più difficili della storia recente del club. Lui c’è sempre stato e non verrà dimenticato.
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Il ritorno a casa e gli anni da dirigente
In rossonero ci ha passato la sua vita. Anche dopo il ritiro dal calcio giocato, Franco Baresi ha voluto rimanere nella dirigenza rossonera. L’unico momento in cui si è staccato è stato nel 2002, quando gli si presentò l’occasione di fare il direttore sportivo del Fulham. L’esperienza durò veramente poco, poco più di 80 giorni, e Baresi tornò subito a casa.
Ritornò quindi al Milan, da dirigente, dove ha affrontato uno dei peggiori periodi – sportivamente parlando – della storia recente del Diavolo (2014-2020), diventando prima brand ambassador nel 2017 e poi vicepresidente onorario nel 2020. L’ultima sua apparizione a San Siro è stata quella che meritava: portare la fiaccola olimpica in uno stadio strapieno per la cerimonia di apertura delle Olimpiadi Invernali è stato un po’ il suo saluto inconsapevole al mondo dello sport.
Un esempio silenzioso per il Milan
Nel ruolo di dirigente rossonero, Baresi non è mai stato ingombrante, non ha mai voluto stare sotto i riflettori: prima il club, poi tutto il resto, come a lui venne insegnato ai tempi che furono. Per i nuovi arrivati, invece, non può che essere stato un esempio. A dimostrazione di ciò ci sono le parole dell’attuale patron rossonero, Gerry Cardinale: «È sempre stato a fianco al Milan, ricordandoci in silenzio cosa significa rappresentare quei colori».
Un dirigente silenzioso, quindi. Mai sopra le righe, ma pronto a tutto per quei colori, nei limiti delle sue possibilità.



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