Tomori: “Lo scudetto è stato indescrivibile: non lo dimenticherò mai. E quella scommessa con Bakayoko…”

Fikayo Tomori Scudetto
Fikayo Tomori Scudetto

Fikayo Tomori, insieme a Stefano Pioli e Ivan Gazidis, ha raccontato ai microfoni di The Athletic la vittoria dello scudetto del Milan. Ecco tutte le sue dichiarazioni.

Sulla sua medaglia: “Sono riuscito a tenere la mia. Si può vedere che il cinturino è un po’ consumato dove la gente ha cercato di prenderlo. Mio padre era presente e mi ha detto: ‘La prendo io e me ne occupo per te’“.

Un aneddoto: “Ho scommesso con Bakayoko che mi sarei tinto i capelli di biondo come lui se avessimo vinto, quindi dovrò fare anche quello“.

Sulla passione dei tifosi: “Quando sono arrivato c’era la COVID, quindi era difficile da immaginare, ma ho sempre visto queste cose in TV. Avevo sentito dire da chi giocava in Italia che fosse pazzesco e in questa stagione sono riuscito a vivere ciò al massimo. È indescrivibile e, come si dice, bisogna vederlo e viverlo perché c’è così tanta passione, così tanta gioia. Non lo dimenticherò mai“.

Su Leao: “A dire il vero, in allenamento non si direbbe che è così elettrico come quando si tratta di una partita: gli piace scherzare, fa un sacco di dribbling, ti batte una volta e vuole tornare da te. Ma quando si tratta di giocare, è semplicemente fortissimo. È fondamentale per la squadra. Da quando sono arrivato gli ho detto: ‘Non sai quanto sei bravo’. Perché si vede che ha tutto. È veloce, è forte, sa dribblare, sa colpire di testa, è alto. Ha TUTTO. È stato sicuramente l’uomo che ha fatto la differenza per noi e si è meritato il titolo di giocatore della stagione di Serie A“.

Sulla difesa: “Più mantenevamo i clean sheets, più volevamo ripeterci. È ovvio che lo si voglia fare in ogni caso, ma siamo diventati più affamati nel volerlo fare, come squadra e come singoli, come quattro dietro, come tre, io, Pierre e Mike. Abbiamo sviluppato questo tipo di chimica Ho imparato diversi modi di difendere, qualcosa di diverso da quello per cui sono stato acquistato. Sono diventato più attento sul posizionamento in campo, mio e dei miei compagni, su dove sia il pallone in relazione alla porta, dove sono in relazione al pallone ecc. Piccoli dettagli: come per esempio, se un giocatore tiene la testa bassa, dov’è la mia posizione; se un giocatore ha il pallone e ha la testa alta dov’è la mia posizione. Sto guardando tanti video e il mister mi sta aiutando molto, dicendomi cosa devo fare in ogni situazione. Queste sono le cose che ho appreso e sono ovviamente diverse dal calcio in Inghilterra“.

Su Maldini: “Nel marzo 2021, quando ero ancora in prestito, parlavamo di come mi stavo trovando, di cosa pensava che potessi migliorare, di come pensava che le cose stessero andando per me. A quel punto ero ancora in prestito, quindi che lui mostrasse ancora interesse per me, dicendomi cosa potevo migliorare era… beh, detto da lui è tutta un’altra storia“.

Su Ibrahimovic: “Credo sia stato lui a dormire con il trofeo la prima notte (ride, ndr). Anche quando siamo entrati nell’intervallo nell’ultima giornata contro il Sassuolo, Zlatan continuava a dire che non era finita. Eravamo in vantaggio per 3-0. Ma lui diceva: ci sono ancora 45 minuti. Non abbiamo ancora fatto nulla. È stato così per le ultime sei o sette partite. Ogni volta che abbiamo vinto, ha mantenuto la concentrazione di tutti, ha continuato a parlare nello spogliatoio, ha cercato di essere positivo. Ovviamente si è già trovato in queste situazioni e ha vinto con il Milan, quindi ci ha aiutato“.

Sulla sua esperienza italiana fin qui: “Questa è la mia prima stagione giocata in un top campionato, quindi avere una stagione così dove devi essere concentrato in una squadra che lotta per il titolo, è tutta un’altra pressione e intensità. Poi è un Paese diverso, è il Milan. È stata una curva di insegnamenti per me e ho imparato nel corso del percorso. Da quando sono arrivato qui, ogni singola persona, dai giocatori allo staff, passando per le persone dietro le quinte che non vedete, hanno resto il mio tempo qui molto più facile e quando mi sento a mio agio sul campo, trovo molto più facile giocare. È stato stupendo“.

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