Il Milan e i suoi tifosi stanno vivendo probabilmente uno dei momenti più complicati in assoluto degli ultimi anni. La nuova rivoluzione ha rimesso inevitabilmente sotto la lente d’ingrandimento il progetto di Gerry Cardinale e il suo uomo di fiducia Zlatan Ibrahimovic, nonostante il patron rossonero abbia, almeno in parte, ascoltato la voce della piazza scegliendo di interrompere il rapporto con l’amministratore delegato Giorgio Furlani.
Il primo pezzo di un puzzle enorme
Il Milan, però, ha deciso di ripartire seguendo la linea tracciata da Cardinale, che mai come in questo momento sta provando a muoversi in prima persona per vederci chiaro: dal discorso allenatore alla scelta del nuovo board che guiderà il club nei prossimi mesi. Una struttura dirigenziale che, in buona parte, nasce comunque da figure già presenti all’interno del mondo rossonero.
La scelta dell’organigramma rappresenta soltanto il primo tassello di un puzzle molto più grande. Il Milan deve ancora costruire — questa volta davvero — qualcosa di solido, un progetto che possa durare nel tempo. Qualcosa che è mancato, per motivi diversi, nelle ultime tre stagioni, tra continui cambi di rotta e decisioni spesso difficili da comprendere.
Il momento del centravanti
C’è poi qualcosa che il Milan negli ultimi anni ha faticato a valorizzare, spesso procrastinando: l’acquisto del centravanti. Un vero numero nove. Un giocatore capace di prendersi San Siro sulle spalle, di convivere con le aspettative che questo ambiente porta inevitabilmente con sé. Qualcuno con fame, personalità, cattiveria, sportivamente parlando.
Un grande colpo in attacco — ovviamente non l’unico intervento necessario — potrebbe rappresentare il primo segnale concreto verso una tifoseria divisa tra rabbia e rassegnazione rispetto alle vicende che hanno accompagnato il Milan negli ultimi anni.
La strada sarà lunga, complessa e piena di ostacoli. Ma senza il popolo rossonero al proprio fianco sarà ancora più difficile percorrerla. Per questo, la prima grande missione di Cardinale, ancora prima dei trofei e dei risultati, sarà forse la più delicata: riconquistare la fiducia dei tifosi.


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