Adesso lo conoscete Diego Moreira?

Cinquantuno milioni di euro. Una cifra importante, di quelle che inevitabilmente fanno discutere. Soprattutto quando vengono investite per un ragazzo di ventidue anni, arrivato dalla Ligue 1 senza il clamore mediatico che accompagna i grandi nomi del mercato internazionale. Diego Moreira, nell’estate del Milan, era stato anche questo: un acquisto costoso, un nome poco familiare a una parte del pubblico e, per qualcuno, una scommessa difficile da comprendere. Tante le critiche per una “cifra folle spesa per uno sconosciuto”.

Poi è arrivato il campo. E il campo, come spesso accade, ha dato la propria sentenza. Dalle chiacchiere e dalle storie che si raccontavano quest’estate, ha cominciato a raccontare una storia differente. L’ultimo capitolo è stato scritto nella notte più attesa, quella del derby. Un gol, due assist e una prestazione che ha fatto incidere a caratteri cubitali il nome di Diego Moreira nella mente di tutti.

Quando il prezzo diventa una sentenza

Torniamo per un momento ad agosto. L’arrivo di Moreira dallo Strasburgo aveva inevitabilmente sollevato qualche perplessità. Una spesa superiore ai cinquanta milioni di euro, un calciatore ancora giovane e un curriculum che, almeno agli occhi di chi non seguiva abitualmente il campionato francese, non sembrava giustificare un investimento così rilevante.

Dubbi legittimi, naturalmente. Perché una cifra del genere merita sempre di essere discussa, soprattutto in una società chiamata a distribuire con attenzione le proprie risorse. E perché nessun acquisto, per quanto promettente, può essere considerato riuscito prima ancora di aver messo piede in campo. Ma tra interrogarsi sulla sostenibilità di un’operazione e liquidare un giocatore come uno sconosciuto esiste una differenza sostanziale. Non conoscere un calciatore non significa che quel calciatore non abbia qualità.

Moreira, il derby non è stato un episodio isolato

La notte del 31 ottobre ha avuto qualcosa di speciale. Prima l’assist per Pulisic, poi quello per Rabiot. Basta così? Assolutamente no. Sul finire del primo tempo Diego non è ancora sazio e a far esplodere lo stadio questa volta ci pensa lui, con una punizione mancina che rimette il Milan a distanza di sicurezza e lo fa andare all’intervallo con due gol di vantaggio. Tre reti rossonere, tre volte la firma di Diego Moreira.

Ma Moreira non si è fatto e finito la notte del derby. Aveva già lasciato il segno contro la Lazio, in una delle sue prime apparizioni con la maglia del Milan. Entra e cambia la partita, rimontando ed evitando al Milan la sconfitta. Poi il gol con il Lecce e tante, tante altre, ottime prestazioni. Fino ad arrivare al derby. Contro l’Inter non è nato Diego Moreira. Semplicemente, se ne sono accorti tutti. Ed è una distinzione importante.

Moreira è qualcosa che non si misura soltanto in gol

C’è poi un aspetto tecnico che merita attenzione. Moreira non è soltanto un esterno capace di saltare l’uomo o trovare la giocata. La sua crescita racconta un calciatore che sta imparando a incidere in modi differenti, adattandosi alle richieste di Ruben Amorim e interpretando più posizioni senza perdere le proprie caratteristiche. Velocità, qualità, capacità di attaccare gli spazi e disponibilità al lavoro senza pallone. Ma soprattutto una personalità che, in una squadra ancora alla ricerca della propria identità definitiva, sta diventando una risorsa preziosa.

Perché il talento, da solo, non basta. Servono continuità, capacità di leggere le partite e coraggio nei momenti importanti. E nel derby Moreira ha dimostrato di non avere paura di assumersi responsabilità, anche quando il pallone pesa molto più del solito. Non significa che abbia già completato il proprio percorso. A ventidue anni avrà inevitabilmente passaggi a vuoto, partite meno brillanti e aspetti sui quali lavorare. Ma un investimento sul futuro comincia ad avere un significato diverso quando quel futuro dimostra di poter essere utile già nel presente.

Quei cinquanta milioni e il diritto di cambiare idea

Resta naturalmente il prezzo. Cinquantuno milioni di parte fissa – con bonus destinati ad aumentare – sono tanti, e una prestazione straordinaria non basta a stabilire definitivamente se un’operazione sia stata economicamente conveniente. Il giudizio su un investimento di questa portata richiede tempo, continuità e la capacità di mantenere certe prestazioni nell’arco di più stagioni. Sarebbe superficiale sostenere il contrario.

Ma sarebbe altrettanto superficiale ignorare ciò che Moreira sta mostrando soltanto per rimanere fedeli a un giudizio formulato durante l’estate. Il calcio concede a tutti il diritto di cambiare idea. Anzi, dovrebbe quasi imporlo quando il campo presenta elementi nuovi. Non c’è nulla di sbagliato nell’aver avuto dubbi sull’operazione. Il problema nasce quando il dubbio diventa una bocciatura preventiva e il prezzo viene utilizzato come argomento per negare qualità che non si sono ancora avute modo di osservare.

Moreira non deve dimostrare ogni domenica di valere quei benedetti 51 milioni. Deve dimostrare di poter diventare un giocatore importante per il Milan, contribuendo alla crescita di una squadra che ha bisogno di qualità, entusiasmo e personalità. Ed è proprio quello che sta cominciando a fare.

A volte bisogna aspettare il campo

Forse la lezione più interessante della storia di Diego Moreira non riguarda nemmeno il calciomercato. Riguarda la fretta. Quella di giudicare un acquisto prima di conoscerlo, di trasformare una cifra in un’etichetta, di considerare una scommessa sbagliata soltanto perché non porta con sé un nome sufficientemente conosciuto. O, meglio ancora, solo perché lo ha fatto il Milan e non l’Inter o la Juventus.  Il Milan ha investito molto su Moreira e dovrà essere il tempo a stabilire fino a che punto abbia avuto ragione. La notte del derby non rappresenta una sentenza definitiva, così come non lo erano le perplessità di agosto.

Ma una cosa, oggi, appare abbastanza chiara. Quel ragazzo arrivato dallo Strasburgo non è più soltanto una cifra sul bilancio o una scommessa da raccontare al futuro. È un calciatore che sta incidendo nel presente, che ha già conquistato San Siro e che, nella partita più sentita, si è preso la responsabilità di fare la differenza.

In estate qualcuno si chiedeva come fosse possibile spendere così tanto per un giocatore che conosceva poco. Oggi la domanda comincia lentamente a cambiare: quanto può diventare importante questo ragazzo per il Milan? Non sappiamo ancora quale sarà la risposta definitiva. Ma Diego Moreira ha già cominciato a scriverla. E lo sta facendo nel posto in cui ogni giudizio, prima o poi, dovrebbe trovare la propria verifica: sul campo.

Milan: Diego Moreira (Photo Credit: Tiziano Ballabio / IPA Sport / IPA via IPA Agency)
Milan: Diego Moreira (Photo Credit: Tiziano Ballabio / IPA Sport / IPA via IPA Agency)

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