Milan, le tre (vecchie) nuove figure di cui potrebbe essere utile conoscere qualcosa in più

Il nuovo Milan nasce dopo settimane di confusione, rinvii e decisioni maturate con tempi insoliti. Di davvero nuovo c’è soprattutto Ruben Amorim, mentre gran parte della struttura dirigenziale era già presente all’interno del club.

Proprio per questo, più che sui nomi noti, vale la pena soffermarsi su tre figure meno conosciute dal grande pubblico ma destinate ad avere un peso rilevante nel nuovo corso rossonero: Hendrik Almstadt, Bobby Gardiner e David Castelblanco. Tre profili diversi che raccontano bene la filosofia di RedBird, ma che sollevano anche qualche interrogativo.

Hendrik Almstadt, l’uomo del mercato del Milan sotto osservazione

Almstadt è al Milan dal 2019, dopo esperienze tra Arsenal e Aston Villa e una formazione fortemente orientata alla finanza e alla gestione aziendale. Oggi ricopre il ruolo di Director of Player Trading, diventando di fatto uno dei principali riferimenti per acquisti, cessioni e valorizzazione della rosa. La sua figura, però, porta con sé anche alcune perplessità.

In una recente intervista ad Andrea Longoni, Zvone Boban lo ha indicato come uno dei dirigenti che durante la sua esperienza al Milan contribuivano a porre limiti e vincoli alle scelte dell’area tecnica, citando tra gli altri i casi Szoboszlai e Dani Olmo. Al netto delle polemiche, la domanda resta legittima: può una figura con un background prevalentemente finanziario diventare uno degli uomini chiave del mercato di un club come il Milan? La risposta arriverà dal campo e dalle operazioni che verranno concluse nei prossimi mesi.

Bobby Gardiner, il volto dell’analisi dati

Se Almstadt rappresenta il lato economico del nuovo Milan, Bobby Gardiner ne rappresenta quello analitico. Arrivato nel 2019, è oggi Director of Football Intelligence e coordina il lavoro di scouting, raccolta dati e individuazione dei profili da seguire sul mercato. A differenza di quanto spesso si racconta superficialmente, Gardiner non è semplicemente “l’uomo degli algoritmi”, ma uno dei professionisti più stimati nel settore della football analytics, tanto da essere stato citato come figura di riferimento anche da realtà specializzate come StatsBomb.

Il suo lavoro ha contribuito alla costruzione di diverse scelte tecniche degli ultimi anni, compreso il ciclo culminato con lo scudetto del 2022. Resta però una considerazione: i dati sono uno strumento prezioso, ma non possono sostituire completamente competenza tecnica, intuizione e conoscenza del contesto. Per questo il valore del suo lavoro dipenderà dalla capacità del Milan di integrare numeri, scouting e decisioni sportive.

David Castelblanco, l’uomo di fiducia di Redbird

Tra i tre è probabilmente il meno conosciuto dai tifosi. Castelblanco è uno degli uomini più vicini a Gerry Cardinale, già membro del Consiglio d’Amministrazione del Milan e oggi figura centrale nel collegamento tra il club e la proprietà americana. Non si occupa direttamente di calcio giocato, ma delle valutazioni strategiche, finanziarie e organizzative che accompagnano ogni scelta importante.

In una società moderna una figura del genere è indispensabile, soprattutto per garantire sostenibilità economica e controllo dei costi. Allo stesso tempo, però, la sua presenza conferma come RedBird voglia mantenere una supervisione diretta sulle principali decisioni del club. Il rischio, in un’organizzazione già molto articolata, è che i livelli decisionali diventino troppi. Il vantaggio, invece, è quello di evitare errori e investimenti fuori controllo.

La vera domanda

Almstadt, Gardiner e Castelblanco raccontano meglio di chiunque altro la direzione scelta da RedBird: mercato gestito come valorizzazione degli asset, analisi dei dati sempre più centrale e forte controllo della proprietà sulle decisioni strategiche. È un modello che in altri contesti ha prodotto risultati importanti, ma che al Milan dovrà dimostrare di funzionare in un ambiente dove la pressione è costante e la richiesta di risultati immediata.

Per questo il tema non è tanto capire chi occupi una determinata casella dell’organigramma, quanto comprendere chi avrà davvero l’ultima parola quando arriverà il momento delle scelte decisive. Perché una struttura moderna può anche fare a meno di un direttore sportivo tradizionale, ma non può permettersi di avere responsabilità poco chiare.

Il nuovo progetto del Milan: Gerry Cardinale, Hendrik Almstadt, Jovan Kirovski, Bobby Gardiner, Massimo Calvelli, Vincenzo Vergine, Ruben Amorim, David Castelblanco, Zlatan Ibrahimovic - Milan Press, robe dell'altro diavolo
Il nuovo progetto del Milan: Gerry Cardinale, Hendrik Almstadt, Jovan Kirovski, Bobby Gardiner, Massimo Calvelli, Vincenzo Vergine, Ruben Amorim, David Castelblanco, Zlatan Ibrahimovic – Milan Press, robe dell’altro diavolo

2 Commenti

Comments are closed.

Condividi

Più letti

Leggi anche
Milanpress