Probabilmente nemmeno lo sceneggiatore più estroso avrebbe potuto architettare un Milan-Genoa bis a solo tre giorni di distanza. Come giovedì contro il Grifone a San Siro, anche questo pomeriggio, nel sempre complicato catino del Franchi, la squadra di Allegri crea tante occasioni, va sotto con un colpo di testa, la pareggia al novantesimo, e, in un confusionario tentativo di vincerla, rischia addirittura di perderla, con gli avversari che si divorano una clamorosa occasione all’ultimo secondo di gioco. Tre giorni fa con il rigore calciato alle stesse da Stanciu, oggi con la traversa da due passi dell’ex Brescianini.
Il Diavolo, come già accaduto tante, troppe volte in stagione, perde punti preziosi contro le piccole, uscendo con due soli punti dal doppio incontro ravvicinato contro la quartultima e la terzultima della Serie A, al termine di due partite molto simili, le quali – con Inter-Napoli in corso di svolgimento in questi minuti a San Siro – rischiano di allontanare i rossoneri dalla vetta. C’è un dato che dipinge abbastanza bene il momento del Milan. Considerando tutte le competizioni, nelle ultime otto partite la squadra rossonera è andata in svantaggio per ben sei volte. Un numero che cozza inevitabilmente con la caratteristica principale che è stata sempre riconosciuta alle squadre di Massimiliano Allegri: la solidità.
Milan, dov’è la solidità allegriana?
È evidente che il Diavolo subisce gol con troppa facilità e questo andar sempre sotto nel punteggio – che sia per disattenzioni difensive, per stanchezza, per scelte tattiche – rende più complicato mettere in pratica quello che è l’”Allegrismo”, ovvero aspettare l’avversario per poi colpirlo con i ribaltamenti di fronte. Dover, di fatto, costantemente rincorrere l’avversario ti fa perdere lucidità, ed ecco che, anche quando la riprendi, poi rischi di gettare tutto alle ortiche. E, come se non bastasse, nelle sopracitatate otto volte in cui il Milan è passato in svantaggio, è riuscito a ribaltarla solo una volta (a Torino contro i granata di Baroni), salvo poi andare incontro a tre pareggi e due sconfitte (in Coppa Italia contro la Lazio e in Supercoppa dal Napoli).
Eppure, andando a leggere la classifica (che poi è la cosa che conta più di tutte), il Milan si ritrova al giro di boa del campionato con 40 punti conquistati, per una media superiore ai due a partita ed una proiezione finale di 80 punti. Che quasi certamente non saranno sufficienti a conquistare la seconda stella, ma indubbiamente ti porterebbero in Champions League, che, piaccia o meno, non è solo l’obiettivo dichiarato sin dall’inizio da Allegri, ma anche quello che qualsiasi tifoso rossonero dotato di senno capirebbe essere il più realistico per il materiale a disposizione in quel di Milanello.



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