“Sostenibilità” tra le espressioni più abusate dell’estate. Resta solo il Milan a perseguirla davvero?

Casa Milan - MilanPress, robe dell'altro diavolo
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Non è la prima volta che ci soffermiamo su questo tema, ma visto che in questi giorni di nuovo tutti la invocano e nessuno la persegue, torniamo a domandarci fin dove faccia bene parlare di sostenibilità se poi non la si porta avanti se non a parole.

Botman vola verso il Newcastle con un accordo tra i club attorno ai 45 milioni. Una valutazione del 50% in più rispetto al suo valore di mercato, che poi era la cifra a cui era disposto ad arrivare il Milan per acquistarlo dal Lille. Con l’olandese in Premier siamo ora curiosi di sapere cosa ne pensino coloro che avevano insinuato che Lille e Milan avessero vie preferenziali.

Più in generale il contesto di mercato di questa finestra è una conferma che l’unica big vera e propria a preoccuparsi anche di bilanci, restino i rossoneri. Inter e Juventus puntano parametri zero da ottenerne attraverso lauti pagamenti ai procuratori o prestiti secchi onerosi, con stipendi da record.

È anche l’estate dove Mané dal Liverpool si trasferisce al Bayern Monaco per una cifra attorno ai 40 milioni comprensivi di bonus, e nella stessa finestra questa cifra in Italia consentirebbe solo di avvicinare giocatori come Berardi, Traorè o Scamacca, che con tutto rispetto, non possono esser accostati a giocatori di caratura europea come l’ex Reds.

Dunque resta sempre più complesso mantenere la competitività sapendo che queste logiche permangono immutabili. Non appena arriveranno le firme in sostanza ripartirà una nuova avventura per la M&M, fatta di idee e scelte pronte a cambiare a seconda delle possibilità. Sempre però con l’obiettivo di essere migliori, anche per sostenibilità.

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