Sacchi: “Se fossi un tifoso del Milan, non sarei contento dei pochi italiani in squadra. Ma se riescono nell’impresa…”

Lo storico tecnico rossonero Arrigo Sacchi ha dedicato un pensiero al Milan sulle pagine odierne della Gazzetta dello Sport. Il tema riguarda i pochi italiani presenti in rosa, un aspetto non molto apprezzato dall’allenatore di Fusignano.

A parte Calabria, che però non so se farà il titolare, nella formazione-base dei rossoneri non c’è un italiano. Sono davvero curioso di vedere come tante culture possano andare d’accordo. Io sono convinto di una cosa: gli stranieri, quando arrivano nel nostro campionato, tranne rari casi, hanno bisogno almeno di un anno per ambientarsi. Non è semplice per un ragazzo che arriva dalla Spagna, dalla Francia, dall’Olanda o dall’Inghilterra indossare la maglia del Milan, scendere in campo davanti al pubblico di San Siro e subito regalare meraviglie“.

Sacchi conclude: “Pioli, che nella stagione dello scudetto ha dimostrato le sue capacità, dovrà essere bravo a far coesistere tutte queste risorse che il club gli ha messo a disposizione. Nella scelta di avere una squadra formata da stranieri vedo un’indicazione filosofica della società. Se fossi un tifoso, non sarei contento: credo che qualche italiano sarebbe importante anche per far capire la storia e lo stile di una società uiltracentenaria. Ma, se riescono nell’impresa, e se avranno fin da subito risultati positivi in termini di gioco e di punti, non resta che inchinarsi. Però, se i rossoneri vogliono giocare con il 4-3-3, che siano italiani o stranieri, bisogna che si mettano in testa che i due attaccanti esterni devono rientrare in fase difensiva, altrimenti faranno parecchia fatica“.

Arrigo Sacchi e Fabio Capello (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)
Arrigo Sacchi e Fabio Capello (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)
Daniele Minini
Daniele Minini
Giornalista pubblicista, appassionato di sport. 25 anni. Ho studiato lingue, sono laureato in Scienze della Comunicazione e frequento un Master in Giornalismo. Multitasking e sempre pronto a imparare.

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