A Casa Milan, dopo l’ennesima delusione di una stagione completamente fallimentare conclusasi con la qualificazione in Europa League, tante sono le riflessioni da fare, anche se al momento sembra difficile progettare il futuro senza i tasselli fondamentali che compongono la dirigenza.
TANTI I GIOCATORI IN BILICO, POCHE LE CERTEZZE: IL NUOVO CICLO RIPARTE DALLE CESSIONI?
Spostando l’attenzione sul campo, appare sempre più evidente come diversi calciatori siano arrivati al termine del proprio percorso in rossonero. La sensazione, infatti, è che il Milan sia pronto ad avviare una nuova rivoluzione tecnica e che la prossima sessione estiva di mercato possa rappresentare il punto di svolta definitivo. Tra rendimento altalenante, aspettative deluse e difficoltà nel trovare continuità, molti interpreti dell’attuale rosa sembrano non offrire più sufficienti garanzie per il futuro del progetto.
Nel reparto difensivo, uno dei nomi maggiormente indiziati a lasciare Milanello è senza dubbio quello di Fikayo Tomori. L’inglese, arrivato nel gennaio del 2021 e diventato rapidamente uno dei simboli dello Scudetto conquistato nella stagione 21-22, ha vissuto negli ultimi anni un evidente calo sotto il profilo tecnico e mentale. Le difficoltà mostrate nell’ultima parte di campionato, unite a errori pesanti e ingenuità costate punti preziosi — come la discussa espulsione rimediata contro il Sassuolo — hanno inevitabilmente incrinato la fiducia nei suoi confronti.
Dopo cinque stagioni caratterizzate da alti e bassi, Tomori non è riuscito a compiere quel definitivo salto di qualità che ci si aspettava da un difensore nel pieno della maturità calcistica. Proprio per questo motivo, l’eventuale cessione dell’ex Chelsea non appare oggi uno scenario così improbabile.
Passando al centrocampo, i riflettori sono inevitabilmente puntati su Ruben Loftus-Cheek e Youssouf Fofana, due profili che, per motivi differenti, non sono mai riusciti a imporsi con continuità all’interno del progetto rossonero. Nel caso dell’inglese, l’impatto iniziale sotto la gestione Pioli aveva fatto intravedere prospettive decisamente incoraggianti: i 10 gol realizzati nella sua prima stagione avevano lasciato immaginare un centrocampista dominante dal punto di vista fisico e capace di incidere anche negli ultimi metri.
Tuttavia, le annate successive sono state fortemente condizionate dai continui problemi fisici, che ne hanno limitato rendimento, continuità e centralità all’interno della squadra. Quando chiamato in causa, Loftus-Cheek raramente è riuscito a trascinare il gruppo o a fare realmente la differenza, lasciando spesso la sensazione di un potenziale mai completamente espresso.
Diverso, ma per certi versi simile, il discorso legato a Youssouf Fofana. Il suo arrivo nell’estate del 2024 aveva generato entusiasmo per le caratteristiche che sembravano perfette per il centrocampo del Milan: intensità, aggressività, recupero palla e capacità di dare dinamismo a una mediana che, dopo l’addio di Tonali, aveva perso equilibrio e corsa. Dopo una prima fase positiva, però, il rendimento del francese è andato progressivamente calando.
Le tante partite disputate e la mancanza di alternative credibili ne hanno inevitabilmente condizionato brillantezza e lucidità. Nel corso dell’ultima stagione sono emersi con maggiore evidenza i limiti tecnici del centrocampista, soprattutto nella costruzione del gioco e nella gestione del pallone negli spazi stretti.
Nel reparto offensivo, infine, il nome destinato inevitabilmente a far più discutere resta quello di Rafael Leão. Arrivato ormai alla sua settima stagione con la maglia rossonera, il portoghese continua a dividere ambiente e tifoseria tra chi ne esalta il talento devastante e chi, invece, non riesce più a tollerarne limiti caratteriali e mancanza di continuità.
Le aspettative riposte nei suoi confronti, soprattutto dopo lo Scudetto e il rinnovo contrattuale, erano enormi, ma negli ultimi mesi il rapporto con l’ambiente sembra essersi progressivamente incrinato. I fischi ricevuti a San Siro nelle recenti sostituzioni rappresentano probabilmente il segnale più evidente di una frattura ormai difficile da ricomporre.
Un discorso differente, ma altrettanto delicato, riguarda invece Santiago Gimenez. L’attaccante messicano, arrivato durante il mercato invernale di due stagioni fa tra grandi aspettative, aveva inizialmente lasciato intravedere qualità interessanti grazie a un buon impatto realizzativo. Successivamente, però, i numerosi problemi fisici ne hanno frenato la crescita e impedito una piena integrazione all’interno del sistema di gioco rossonero.
Dopo il rientro dagli infortuni, l’ex Feyenoord non è riuscito a ritrovare brillantezza né continuità, mostrando evidenti difficoltà sia dal punto di vista tecnico che tattico. In una squadra chiamata a rialzarsi immediatamente, anche la posizione del messicano potrebbe quindi essere oggetto di attente valutazioni durante l’estate.
Nelle prossime settimane il mercato del Milan dovrà entrare nel vivo, andando prima a definire i ruoli chiave nella dirigenza per poter poi programmare il futuro di una stagione che, dopo la chiusura dei Mondiali, sarà davvero alle porte.


