Milan, è ora di ripartire con un’identità chiara: Glasner o Amorim per lanciare un segnale

La stagione 2025/26 si è chiusa per il Milan con un verdetto inappellabile: “fallimento inequivocabile”, come ammesso dal club. Dopo il ritorno di Allegri nel maggio 2025, le aspettative erano alte, ma la squadra ha pagato un avvio promettente seguito da un tracollo primaverile, con un girone di ritorno simile ad una squadra della zona retrocessione. Era il momento di voltare pagina.

Allegri ha incarnato un calcio pragmatico, difensivo e basato sulle ripartenze. Il suo Milan si è spesso schierato con un 3-5-2, privilegiando compattezza, bassi blocchi e transizioni rapide sfruttando le qualità di Leao o Pulisic. Un approccio che ha garantito solidità in alcune fasi ma ha prodotto poco spettacolo, pochi gol e scarsa capacità di dominare le partite contro avversari chiusi o più intensi. In un calcio europeo sempre più orientato al possesso, al pressing alto e alla verticalità organizzata, questo stile è apparso datato e insufficiente per ambire allo scudetto o a un cammino profondo in Europa. Il Milan ha bisogno di un’identità più moderna, propositiva e sostenibile nel tempo.

Oliver Glasner in pole position

L’austriaco ex Crystal Palace (dopo esperienze importanti con Wolfsburg e Eintracht Francoforte) è il candidato principale. Le trattative sono avanzate, con incontri prolungati e un’intesa di massima su un biennale. Glasner rappresenterebbe un netto cambio di passo rispetto ad Allegri. Il suo calcio è energico, basato su intensità, duelli aggressivi e transizioni veloci. Non è un dominatore del possesso (raramente supera il 51% di media), ma è estremamente efficace nell’organizzazione senza palla e nelle ripartenze.

La formazione tipo è il 3-4-2-1 (o varianti 3-4-3/4-2-3-1), con tre centrali difensivi solidi, due quinti dinamici e due trequartisti che supportano una punta centrale. In fase di possesso, i terzini si alzano, i centrali si aprono e si cerca rapidamente la profondità o le combinazioni tra le linee. Fuori possesso, le sue squadre sono aggressive nei duelli e abili a recuperare palla per ripartire. Al Palace ha vinto Conference League e FA Cup, dimostrando di saper valorizzare rose non stellari con organizzazione e corsa. Il suo approccio si sposa bene con un possibile arrivo di Ralf Rangnick in dirigenza, per un progetto coordinato su scouting e sviluppo.

Ruben Amorim tra i favoriti all’interno del casting

Il portoghese ex Sporting Lisbona e Manchester United resta un nome caldo, con contatti recenti del Milan. Amorim ha mostrato allo Sporting di Lisbona un calcio bellissimo, propositivo e dominante: alto possesso, pressing intenso, costruzione dal basso con un solido 3-4-3/3-4-2-1. Le sue squadre soffocano gli avversari con rotazioni, valorizzando ali e quinti, ma soprattutto la punta centrale, ed Gyokeres ne sa qualcosa. A Lisbona ha vinto titoli giocando un calcio frizzante e moderno, attraente e vincente, con una squadra che pressava alto e controllava le partite.

Tuttavia, l’esperienza al Manchester United di Amorim ha evidenziato difficoltà di adattamento. Il sistema rigido ha faticato con una rosa non perfettamente modellata, con problemi di transizione difensiva, difficoltà ad integrare talenti come Bruno Fernandes in modo ottimale. Amorim è apparso talvolta troppo ostinato, faticando a modificare il piano in corsa. Il suo calcio è più “possesso-orientato” e soffocante rispetto a quello di Glasner, ma richiede tempo, giocatori specifici (soprattutto in difesa e sulle fasce) e pazienza – risorse che il Milan, sotto pressione per risultati immediati, potrebbe non avere in abbondanza.

Cosa servirà al Milan?

Prima di tutto, una visione chiara. Non basta cambiare allenatore: serve un progetto integrato, con una nuova dirigenza tecnica (Rangnick o profili simili) capace di allineare mercato, settore giovanile e idee di gioco. Il nuovo coach dovrà imporre un’identità propositiva, che permetta di dominare le partite e non solo di subirle. Serviranno rinforzi mirati: centrali difensivi mobili, mediani intensi, esterni atletici e una punta di riferimento.

Il calcio di Allegri era di contenimento e pragmatismo; Glasner porterebbe intensità e verticalità, Amorim un possesso più elaborato e aggressivo. Entrambi rappresentano un miglioramento in termini di modernità, ma Glasner sembra più pronto per un impatto immediato in un contesto come la Serie A, dove il pressing e le transizioni alla fine pagano. Amorim potrebbe garantire maggiore bellezza e dominio, a patto di investire tempo e risorse, e sarebbe anche un segnale interessante da dare a tutto l’ambiente, visto che fino ad un anno e mezzo fa era in rampa di lancio.

Il Milan di Gerry Cardinale e Zlatan Ibrahimovic ha l’occasione di rinascere. Non è solo una scelta tra nomi, ma tra filosofie: dal difensivismo reattivo a un calcio europeo ed ambizioso. Qualunque sia la strada, serve coraggio e coerenza. Solo così San Siro tornerà a sognare.

Ruben Amorim - MilanPress, robe dell'altro diavolo
Ruben Amorim – MilanPress, robe dell’altro diavolo

 

Ernesto Lepera
Ernesto Lepera
Mi chiamo Ernesto Lepera, sono uno studente in Comunicazione Pubblica, Sociale e d'Impresa. Aspirante giornalista sportivo, coltivo questo sogno sin da bambino. Lavoro per realizzarlo.

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